PROGRAMMA CULTURALE E SOCIALE

inverno/primavera 2018-2019

Per i soci in regola con la quota sociale 2019

 

 

Ø         Le Conversazioni APR

   Continua  il ciclo di Conversazioni che la nostra Associazione offre ai Soci APR, al di là degli schemi accademici ed istituzionali, come momento di studio e di riflessione su temi concernenti direttamente o indirettamente il Palazzo Reale di Torino.

  • Mercoledì 28 novembre, Giuseppe Dardanello in “Palazzo Reale a Torino. Allestire gli appartamenti dei sovrani (1660-1790)”
  • Mercoledì 30 gennaio 2019, Mario Bandini in “Stemmi Savoia alla Sacra di San Michele”
  • Mercoledì 27 febbraio, G. Riviera, G. Piovano, V.Bruno, S. Zenatti in “La Cineteca Reale APR”

Appuntamento alle ore 17,30 presso la Sede APR (cortile d’onore di Palazzo Reale, accanto al Caffè Reale, videocitofono, ascensore)  Ingresso libero riservato ai Soci APR

 

  • Santa Messa di suffragio per i Consoci APR defunti, lunedì 26 novembre

Lunedì  26   novembre, presso la Cappella Regia di Palazzo Reale,  ricorderemo con affettuoso rimpianto i Consoci che ci hanno prematuramente lasciato, ma che sentiamo ancora spiritualmente presenti fra noi:

Tutti  i Soci sono invitati a partecipare confermando così la solidarietà dell’Associazione ai Familiari dei defunti.

Ritrovo alle ore 18,30, Palazzo Reale, Cappella Regia, I piano (se il portone è chiuso suonare il citofono).

 

  • Mercatino Reale APR, mercoledì 21 e sabato 24 novembre 2018

 Due giornate APR all’insegna del Mercatino Reale APR quelle di mercoledì 21 e sabato 24 novembre., Presso la nostra Sede APR, saranno in esposizione e vendita alcuni splendidi ed unici oggetti, realizzati da nostre appassionate Amiche, che come sempre si sono prodigate nella realizzazione di gadgets in ricamo bandera e tessuti “reali”,  che si distinguono per raffinatezza e unicità.

Il ricavato delle vendite, verrà destinato al completamento del restauro dell’Appartamento dei Quadri Moderni e della Tribuna Reale, in avanzata fase di lavoro, ma che necessita ancora di un importante intervento per recuperare la volta del De Mura, preziosa opera che a partire dalla primavera 2019 potremo ammirare nelle visite guidate APR.  

Appuntamento: mercoledì 21 novembre dalle 11 alle 18 e sabato 24 novembre dalle 10 alle 18 presso la Sede APR, cortile d’onore di Palazzo Reale, Scala Frutteria (accanto al Caffè Reale, ascensore).

Intervenite numerosi e fatevi portavoce anche presso i vostri amici, parenti,conoscenti

 

  • Natale APR 2018, cerimonia di premiazione dei Volontari nella Sede APR e serata degli auguri natalizi nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale, martedì 18 dicembre 2018

 Secondo una consolidata tradizione, ci augureremo tutti reciprocamente “Buone Feste” e  ringrazieremo i Volontari che hanno prestato “servizio” a Palazzo con tanto entusiasmo e dedizione.

La cerimonia di premiazione avrà luogo presso la nostra Sede APR.

Al termine  ci sposteremo nel Salone degli Svizzeri per l’apericena di Natale.

N.B. Alle signore è consigliato “un tocco…sabaudo!”.

 Appuntamento: ore 18,30 presso la Sede APR, cerimonia di premiazione dei volontari APR;

ore 20 nel Salone degli Svizzeri:  Apericena reale

 

  • Alla scoperta delle Chiese di Torino, inverno 2019

 

Guidati dal consocio Massimo Borghesi, continuiamo la conoscenza delle Chiese di Torino e precisamente:

  • Chiesa di San Giuseppe, via Santa Teresa 22, giovedì gennaio ore 16;
  • Chiesa di Santa Cristina, piazza C.L.N. 231/bis, giovedì    febbraio  ore 16;

 

Iscrizioni aperte al Punto Incontro

 

  • Fondazione Accorsi, mostra “La natura delicata di Enrico Reycend”, venerdì 11 gennaio e sabato 19

Introdotti in sala conferenze e guidati da Luca Mana saremo alla Fondazione Accorsi  per ammirare la mostra dell’artista torinese, Enrico Reycend, troppo a lungo dimenticato dalla critica e dalla storia dell’arte novecentesche. L’esposizione è particolarmente significativa perché presenta una panoramica dell’attività del pittore attraverso una settantina di opere che vanno dagli esordi espositivi agli anni tardi della sua produzione.  

Ritrovo: ore  15,50 venerdì 11 e alle ore 10,20 sabato 19 gennaio  in via Po 55, muniti di Tessera Abbonamento Musei 2019

Iscrizioni  aperte

 

  • Milano, Gallerie d’Italia e Museo Poldi Pezzoli, Mostra  Romanticismo”, giovedì 17 gennaio

Romanticismo sarà la prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.In particolare, Milano – che tra le grandi città d’Italia è quella che ha avuto in quegli anni la maggiore vocazione europea – è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Pensiamo alle esposizioni d’arte, ai grandi collezionisti, alle imprese editoriali, ai teatri – tra cui La Scala– e a protagonisti come Foscolo, Manzoni, Rossini, Hayez e Verdi.

L’esposizione celebra l’identità e il valore del Romanticismo italiano, in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa – in particolare in Germania, nell’Impero austriaco, in Inghilterra e in Francia – tra il Congresso di Vienna e le rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Le opere esposte alle Gallerie d’Italia di Milano e al Museo Poldi Pezzoli documentano un periodo che va dai fermenti preromantici fino alle ultime espressioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi. In mostra, i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculture spiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela. Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

Iscrizioni aperte

 

  • Gam, Mostra I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”, martedì 29 gennaio

La mostra permette di illustrare la pittura macchiaiola, dalla sua stagione iniziale ai grandi capolavori degli anni Sessanta dell’Ottocento, attraverso numerose opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private.

Il racconto prende avvio dalla formazione accademica dei protagonisti, attraverso le opere romantiche e puriste di Giuseppe Bezzuoli e Luigi Mussini, ma anche dei giovani e futuri macchiaioli quali Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti e Odoardo Borrani. L’interesse al rinnovamento dei linguaggi figurativi, che trovò uno dei suoi focolari presso i frequentatori del Caffè Michelangiolo nella Firenze nella metà Ottocento e l’affermazione della “macchia”, presso l’esposizione di Torino alla Promotrice di Belle Arti prima e all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861 dopo, permettono di soffermarsi sulla sperimentazione del colore e della luce condotte en plein air da questi artisti, applicata ai soggetti storici e di paesaggio. A far rivivere il clima dell’epoca la descrizione degli ambienti in cui amavano realizzare le loro opere: dalle movimentate estati a Castiglioncello, presso la tenuta Martelli, ai pomeriggi autunnali di Piagentina periferia al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna.

Ritrovo: ore 15,45 alla biglietteria della GAM, via Magenta 31

Iscrizioni aperte

  • Pinacoteca Albertina, Mostra L’acquerello in Piemonte”, giovedì 7 febbraio

Alla Pinacoteca Albertina, Marcella Pralormo, curatrice della mostra, ci guiderà alla mostra L’acquerello in Piemonte”.

In Piemonte esiste una tradizione dell’acquerello che affonda le proprie radici nell’Ottocento, quando la tecnica dell’acquerello si diffonde dall’Inghilterra e viene portata a livelli altissimi in Piemonte da artisti quali Bagetti e De Gubernatis. La tradizione prosegue nel Novecento e sino ai giorni nostri: la mostra intende raccontare come questa tecnica sia viva e attuale ancora oggi e come sia stata praticata da insegnanti e allievi dell’Accademia Albertina e da molti artisti torinesi, raccontandone lo sviluppo dalla seconda metà del Novecento a oggi. La mostra prende avvio dalla generazione dei grandi maestri dell’acquarello della seconda metà del Novecento: Mario Calandri, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Franco. Questi artisti hanno contribuito a innovare l’acquarello, ciascuno con un linguaggio originale e specifico. Grazie a loro l’acquarello riacquista significato ed esprime contenuti e tematiche contemporanee. La mostra presenterà acquerelli di generi diversi: dal carnet de voyage, all’acquarello naturalistico, dal ritratto al paesaggio, dai dipinti di interni, agli acquerelli astratti.  Artisti più maturi esporranno i propri acquerelli accanto ad artisti giovani, per far capire che la tradizione prosegue e si rinnova, attraverso tematiche molto diverse tra loro e tecniche nuove. 

Ritrovo: ore   16  in  via Accademia Albertina 8,  muniti di Tessera Abbonamento Musei 2019

Iscrizioni aperte

 

  • Alla scoperta del Castello di Montiglio, giovedì 7 marzo

Guidati da Luca Mana andremo a visitare il Castello di Montiglio con l’annessa Cappella di Sant’Andrea

 

Il borgo di Montiglio nel medioevo fece parte del Comitato del Monferrato e dal 935 al 961 ne fu signore il marchese Berengario che sarebbe poi divenuto re d’Italia.

Il castello si erge imponente su un’altura dominando le colline circostanti e a questa posizione probabilmente deve anche la sua denominazione (montellus). Nel 1164 Federico Barbarossa conferì a Guglielmo di Monferrato l’autorità sull’intera valle Versa e quindi l’alta signoria su Montiglio. Da questo momento in poi il borgo e il suo castello divennero teatro degli scontri tra il libero comune di Asti e il marchesato del Monferrato. La lunga guerra (1191-1206) tra le due fazioni si concluse con la vittoria degli astigiani ma il castello di Montiglio rimase al marchesato, e ne seguì le vicende fino alla sua annessione nel 1707, con la pace di Utrecht, ai possedimenti sabaudi. Nel 1305 il castello, originario del XII secolo, fu completamente distrutto e tutto il borgo venne ricostruito nel corso del XV secolo. Nel 1869 viene rinnovato il titolo di marchese di Montiglio a Paolo Giovanni Della Rovere, condiviso con i Cocconito. Agli inizi del Novecento il castello fu messo in vendita e acquisito da Walter Levi che iniziò i primi lavori di ristrutturazione. Nel 1997 gli attuali proprietari continuarono i lavori di restauro.

All’ interno del parco del castello sorge la trecentesca Cappella di Sant’Andrea, che contiene affreschi del “Maestro di Montiglio” (che lavorò anche a Vezzolano) risalenti al 1340 circa

Ritrovo: ore   13,30    alla Rotonda di Torino Esposizioni  Rientro per le ore 18,30

Iscrizioni aperte

 

  • I Santuari dei Savoia Vicoforte e Murazzano”, domenica 7 aprile 2019

Guidati da Luca Mana andremo alla scoperta di due Santuari dei Savoia: Vicoforte e Murazzano.

Ritratto nella statua che accoglie i visitatori nel piazzale antistante il Santuario, Carlo Emanuele I era alla ricerca di rinsaldare i rapporti con il vescovo e la popolazione locale ancora rammaricati dalla decisione di Emanuele Filiberto (il padre del Duca) di distruggere nel 1572 la cattedrale di Mondovì costruita solo cinquant’anni prima, per far posto alla cittadella militare. I lavori presero il via grazie alla volontà del vescovo di far costruire un tempio più capiente che potesse accogliere i fedeli e grazie agli interessi di Carlo Emanuele I, influenzato anche dalla devota moglie Caterina d’Austria. I Savoia pensarono di destinare il futuro tempio a mausoleo di famiglia ma quest’ idea fu abbandonata a inizio XVIII secolo, quando fu edificata la Basilica di Superga sulla collina torinese. Conseguentemente, solo Carlo Emanuele I fu sepolto a Vicoforte, all’interno della cappella di San Bernardo, dove si ammira la tomba in marmi policromi dei fratelli Collino, arricchita dalle statue di Atene e Minerva rappresentanti la saggezza ed il genio militare, ritenute virtù del Duca.Tomba del Duca di Savoia Carlo Emanuele I realizzata dai Fratelli Collino Nessun altro membro di Casa Savoia fu sepolto qui fino al dicembre 2017, quando le salme del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena di Montenegro, divisi fin dai tempi dell’esilio, furono riportate in Italia rispettivamente da Alessandria d’Egitto e da Montpellier in Francia. Il ritorno delle salme, organizzato quasi di nascosto e reso pubblico all’ultimo, ha sorpreso e scosso il Paese, riaccendendo l’opinione pubblica con la pagina più scura della storia nazionale: i rapporti tra monarchia e dittatura fascista, la partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale, la firma delle leggi razziali (ritenuta la macchia peggiore per il destino del Re) e la fine della secolare Casa Reale.

Il Santuario Beata Vergine di Hal in Murazzano sorge fin dalla prima metà del 1600 sui resti di una chiesa più antica “S. Maria di Buzzignano extra muros”. In esso è venerata dal 1630 un’immagine della Madonna con il bambino dipinta su una lastra di ardesia. Sono raffigurati ricoperti da un abito riccamente decorato. Sull’abito della Vergine lo stemma degli Spinola, nobile famiglia genovese. Sotto il quadro una scritta in latino testimonia che è stato donato alla B. Vergine dalla duchessa Maria Spinola. come il dipinto sia qui, non lo sappiamo (tutti i documenti relativi alla chiesa conservati nella sacrestia furono bruciati dai francesi nel 1779); si sa però che Ambrogio Spinola, fratello di Maria, era stato fino al 1628 governatore delle Fiandre per conto della Spagna. Il quadro si ispira ad una statua lignea venerata ad Hal in Belgio che era stata donata da S. Elisabetta d’Ungheria alla figlia Sofia, sposa al duca di Brabante, la quale attraverso la nipote Alice nel 1266 la donava alla città di Hal.

Ritrovo: ore   8    alla Rotonda di Torino Esposizioni  Rientro ore 19,30

Iscrizioni aperte

 

  • Pavia Reale e Imperiale, domenica 19 maggio

Pavia, moderna città lombarda nel cuore della pianura padana, è ricca di arte, cultura e natura. Il suo patrimonio artistico, architettonico e monumentale, testimonianza di una storia antica, trova origine già in età romana. Oggi questa città distesa lungo la riva destra del Ticino, ancora dominata dalle torri medievali, regala ai visitatori grandi tesori che incantano. Guidati da Luca Mana, andremo a visitare il centro storico,  il Collegio Castiglioni, il più antico collegio universitario di Pavia, oggi collegio femminile, allora ospitava studenti sia ecclesiastici che laici, di varie nazionalità europee, il Castello visconteo e la Certosa

Per secoli l’antica Ticinum, fondata da Liguri e Celti, è stata il fulcro dei commerci tra la pianura e i grandi fiumi. Qui, in epoca romana, si congiungevano due strade consolari, e per tutto il Medioevo giungevano, risalendo il Po e il Ticino sui battelli, le spezie e i tessuti importati dai mercanti veneziani; da qui le merci arrivavano a Milano. Saccheggiata più volte dai barbari, fu capitale del regno longobardo. Conquistata dai Carolingi e, dal XVIII al XIX secolo, dominata da spagnoli, francesi e austriaci, solo nel 1859 la città entrò a far parte del Regno di Sardegna, futuro Regno d’Italia. Oggi Pavia conserva nel cuore del suo centro storico le tracce di uno splendido passato, nei monumenti, nelle strade acciottolate, nelle facciate delle case di un caldo color terracotta.. Prima tappa tra gli edifici storici è il Castello Visconteo, il cui interno ospita i prestigiosi Musei civici ed il Ponte Coperto che unisce il centro storico con il quartiere del Borgo Ticino, caratteristico villaggio di pescatori. Interessanti poi i palazzi Malaspina, Bottigella, Orlandi e Mezzabarba. Tra gli altri luoghi da scoprire: il settecentesco teatro Fraschini l’area del “Broletto” che si affaccia su piazza della Vittoria, cinta da portici del Trecento. Infine la i Certosa di Pavia..

Ritrovo: ore   8    alla Rotonda di Torino Esposizioni  Rientro ore 19,30

Iscrizioni aperte

 

Ø          Rinnovo quote sociali APR 2019

 

Si invitano i Soci a versare entro il 31/12/2018 la quota sociale 2019, utilizzando:

  • il conto corrente postale, intestato a “Amici di Palazzo Reale”, Piazzetta Reale 1, 10124 Torino, numero 29331105;
  • tramite bonifico bancario a: Unicredit Torino XX Settembre – Via XX Settembre,31 10121 Torino- IBAN: IT 51 H 02008 01046 000002433373;
  • direttamente in Sede APR il mercoledì pomeriggio (ore 15/17,30) e il sabato presso il Punto Incontro APR (ore 10/17), con possibilità di ritirare anche il bollino 2019. Il pagamento potrà essere effettuato in contanti o con il Bancomat (sistema Pos).
  • Socio VOLONTARIO (Socio che presta effettivamente attività di volontariato, art. 2 del Regolamento) 15
  • Socio SOSTENITORE (Socio che partecipa alle attività sociali e culturali)                                                  30 
  • Socio BENEFATTORE     €  50

 

Un flash su Itinerari e viaggi APR 2019”

 

  • Quirinale 8”, a cura di Filippo Romano
  • Abbazia Montevergine, Salerno, Amalfi, Paestum…
  • Alla scoperta delle Residenze Reali europee francesi: Versailles, Chambord, Compiegne…
  • Portogallo, sulle orme della Regina Maria Pia di Savoia, Regina di Portogallo
  • Matera 2019 e la Mostra Rinascimento italiano

 

 

 

Questo programma potrebbe subire variazioni per cause non dipendenti dalla nostra volontà.

 

Alcune iniziative potranno essere lanciate in seguito esclusivamente tramite posta elettronica.

 

I viaggi e gli itinerari di studio APR sono  organizzati con la collaborazione tecnica della

TravelQUICK, via Vela 33, Torino   tel. 011 45.46.268

 

L’Associazione cura i contenuti culturali relativi agli itinerari di studio e ai viaggi