Circolare 3/2015
Circolari 2 anni fa

PROGRAMMA CULTURALE E SOCIALE

inverno/primavera 2016

 

  • Le Conversazioni APR

Continua  il ciclo di Conversazioni che la nostra Associazione offre ai Soci APR, al di là degli schemi accademici ed istituzionali, come momento di studio e di riflessione su temi concernenti direttamente o indirettamente il Palazzo Reale di Torino.

.  Mercoledì 27 gennaio Enrico Barbero in Gli appartamenti di Palazzo Reale dal 1866 al 1946

  • Mercoledì   24 febbraio Mario Bandini in Stemmi sabaudi delle principali linee collaterali della Dinastia Savoia

Appuntamento alle ore 17,30 presso la Sede APR (cortile d’onore di Palazzo Reale, accanto al Caffè Reale, videocitofono, ascensore 1° P/B.)

 

  • Mercatino Reale pro-restauri APR, sabato 5 e mercoledì 9 dicembre

 

Sabato 5 e mercoledì 9 dicembre – presso la sede APR -,saranno in esposizione e vendita alcuni splendidi ed unici oggetti, realizzati dalle appassionate amiche dello Staff Segreteria APR: gadgets in ricamo bandera, pochettes,  porta torte e porta pane, fermaporte, copertine, bijoux… e sorprese sempre “made APR”.

Saranno graditi ospiti anche i familiari e gli amici dei Soci.

Il ricavato delle vendite, come sempre,  verrà destinato al restauro di un arredo di Palazzo Reale. Appuntamento: sabato 5 dicembre  dalle ore 10 alle ore 18 e mercoledì 9 dicembre dalle 14 alle 18 presso la Sede APR,cortile d’onore di Palazzo Reale, Scala Frutteria (accanto al Caffè Reale), 1/b piano, ascensore e videocitofono.

 

  • Natale APR 2015. Cerimonia di premiazione dei Volontari nella Sede APR e Apericena nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale”, lunedì  21 dicembre

Secondo una consolidata tradizione, ci augureremo tutti reciprocamente “Buone Feste” e  ringrazieremo i Volontari che hanno prestato “servizio” a Palazzo con tanto entusiasmo e dedizione.

La cerimonia di premiazione avrà luogo presso la nostra Sede APR. Al termine  ci sposteremo nel Salone degli Svizzeri per l’apericena di Natale. N.B. Alle signore è consigliato “un tocco…bianco!”.

Appuntamento: ore 17,30 presso laSede APR, cerimonia di premiazione dei volontari APR;

ore 18,30 discesa al primo piano nella Sala dei Paggi  per la   presentazione ai Soci   del restauro in corso;

ore 19 nel Salone degli Svizzeri apericena di Natale APR

Le iscrizioni sono aperte

 

  • Mostra alla Gam, Monet, 7-12-21 gennaio

 

Guidati dallo storico dell’arte Gian Luca Bovenzi,  andremo ad ammirare in mostra alla GAM di Torino, quaranta capolavori di Monet che evocano lo splendore dei paesaggi impressionisti e dei leggiadri ritratti delle donne di fine Ottocento.

Luce e colore sono i veri protagonisti di questa eccezionale rassegna monografica dedicata al grande Maestro, a cui si deve il nome di quella corrente artistica, l’Impressionismo, così amata in tutto il mondo.

Ritrovo: ore 16 in biglietteria della Gam, via Magenta 31

Iscrizioni aperte

 

Hayez alle Gallerie d’Italia e Museo Pietà Rondanini al Castello Sforzesco, martedì 12 gennaio

 

Come da tradizione APR a gennaio non può mancare un itinerario a Milano, dove andremo a visitare due meraviglie: il Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco e la mostra su Hayez alle Gallerie d’Italia.

Il  Museo della Pietà Rondanini, realizzato nell’antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, in un affascinante spazio mai aperto al pubblico prima d’ora, è dedicato all’ultimo capolavoro di Michelangelo.  Estremo capolavoro e ultima creazione incompiuta del maestro, la Pietà è un’opera drammaticamente singolare, dotata di un senso che trascende la bellezza in quanto espressione dell’amore umano: racchiude infatti in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della Vergine, quasi fuse in un unico abbraccio. A un visitatore del nuovo Museo della Pietà Rondanini potrà quasi sembrare che la Pietà e gli spazi dell’antico Ospedale Spagnolo si attendessero reciprocamente da tempo. Opera eccezionale all’interno della produzione di Michelangelo, la Pietà Rondanini rappresenta il testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564. L’opera incompiuta fu ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni, fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini, raffinato collezionista romano. Da lì visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà per trovare solo oggi la giusta, completa valorizzazione.

Dopo la pausa pranzo libera, ci sposteremo alle Gallerie d’Italia, ad ammirare la mostra su Hayez.

         In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, di Milano, e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la mostra, raccoglie circa 120 opere dell’artista. Il percorso espositivo segue una successione cronologica, che rievoca insieme la vita e il percorso creativo del grande pittore. La sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta – inedito laccostamento delle tre versioni del Bacio, rivela la grandezza di Hayez nel padroneggiare generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, declinato in una potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo.

Ritrovo: ore 8 nel piazzale di Torino Esposizioni. Rientro previsto per le ore 20 circa

Iscrizioni aperte

 

  • LArchivio di Stato di via Piave, giovedì 14 gennaio

 

Guidati dal consocio Bruno Sartore andremoalla scoperta dell’Archivio di Stato di via Piave,edificio progettato e realizzato da Filippo Juvarra tra il 1731 e il 1733,il cui nucleo originale è costituito dal tesoro di carte dei Conti e dei Duchi di Savoia, cui nel tempo si sono andati a sommare archivi di famiglie e personalità illustri, archivi di associazioni, di industrie e la documentazione amministrativa prodotta dal Regno di Sardegna e degli uffici periferici dello Stato Italiano in provincia di Torino.

Ritrovo: ore 14,45 in via Piave 21

Iscrizioni aperte

 

  •  Oratorio di San Filippo Neri, giovedi 28 gennaio

 

Grazie all’Associazione San Filippo Neri ed al Consigliere APR Alessandro Armand, andremo ad ammirare la chiesa, la cappella feriale, la sacrestia, l’oratorio, il sepolcreto e, se possibile, il museo, dove è conservato il paliotto del Piffetti.

La chiesa fu iniziata nel 1675 da Antonio Bettino e ricostruita, dopo il crollo della cupola, su progetto di Filippo Juvarra (1715 – 1730); il pronao corinzio della facciata spetta a Giuseppe Maria Talucchi (1835). L’interno, il più ampio tra quelli delle chiese di Torino, ha una sola navata rettangolare, coperta da volta a botte con finestre ellittiche e stucchi. Lungo i lati si aprono tre cappelle alternate a coretti in doppio ordine. L’altare maggiore con sei colonne tortili è opera di Francesco Maria Giudici (1697 – 1703); la pala è di Carlo Maratta (1701 -1708). Di fianco alla chiesa è l’oratorio di San Filippo, progettato dallo Juvarra (1723) e portato a termine da Ignazio Agliaudo di Tavigliano. L’interno è a una navata, con volta affrescata e pareti decorate da stucchi e da tele di Mattia Franceschini e Giovanni Conca; l’Immacolata e San Filippo Neri all’altare è opera di Sebastiano Conca.

Durata: circa 1,5/ 2 ore

Iscrizioni aperte

 

  • Fondazione Accorsi, Mostra Spiritelli, Amorini, Genietti e Cherubini”, martedì 23 febbraio e sabato 5 marzo

 

Guidati da Luca Mana – alla Fondazione Accorsi – visiteremo la mostraSpiritelli, Amorini, Genietti e Cherubini. Allegorie e decorazione di putti dal Barocco al Neoclassico”.

Il tema, che ha attirato in passato l’attenzione degli eminenti studiosi, non è mai stato oggetto di una iniziativa espositiva monografica. Recuperato dall’antichità classica durante il Rinascimento soprattutto ad opera di Donatello, il tema ebbe infatti immediata e duratura fortuna, sia come motivo iconografico autonomo che come motivo decorativo, fino a divenire nel corso del Seicento e del Settecento un elemento irrinunciabile in tanta parte della produzione artistica. L’esposizione, che raccoglierà una cinquantina di selezionatissimi oggetti, sarà divisa in sezioni tematiche e presenterà capolavori di arte provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.Una sezione sarà dedicata all’utilizzo dei putti nelle allegorie, un tema che ebbe particolare diffusione nel Seicento, anche in rapporto con la letteratura. Notevolmente importanti in questo ambito furono le commissioni del Cardinal Maurizio di Savoia, fratello di Vittorio Amedeo I, committente nel 1625 a Francesco Albani dei celeberrimi tondi con le allegorie degli Elementi (Torino, Galleria Sabauda), che presentano un mondo popolato di amorini. Nello stesso anno Maurizio di Savoia effettuò pagamenti per una serie di allegrie con tre putti a Domenichino, Gessi, Padovanino e l’Orbetto, alle quali sono da accostare altri due analoghi e inediti dipinti del pittore del cardinale Giacomo Sementi, provenienti da una collezione privata. Al tema dei putti nelle vesti di Amore (con Cupido spesso raffigurato dormiente) è dedicata un’altra sezione della mostra.

Ritrovo: martedì 23 febbraio ore 16,15 e sabato 5 marzo ore 10,15

Iscrizioni aperte

 

  • Alla scoperta della nuova città post-industriale, giovedì 25 febbraio

 

Un tour speciale, organizzato espressamente per gli “Amici di Palazzo Reale”, in collaborazione con l’Urban Center Metropolitano, che propone “La Torino post-industriale“, un itinerario che attraversa Torino da nord a sud e lungo il corso del fiume Dora, già proposto nel 2008 da APR, ma che oggi, alla luce delle grandi trasformazioni urbane attuate negli ultimi anni, assume una nuova connotazione per noi torinesi.

Andremo alla scoperta della trasformazione delle grandi aree industriali, della riconversione degli stabilimenti dimessi in nuovi spazi dove abitare, lavorare e produrre, dei cantieri di alcuni pregevoli interventi di riuso delle vecchie fabbriche. Tra le strutture toccate dall’itinerario: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz, Cittadella Politecnica, OGR, Nuovo Centro direzionale Intesa Sanpaolo, Stazione Porta Susa, Parco Commerciale Dora,Chiesa del Santo Volto, Ex Michelin,Ex Vitali SNOS, Cortile del Maglio, CEAT, Basic Village, Cineporto,Ex Italgas, Nuvola Lavazza

Ritrovo: ore 10 nel piazzale di Torino Esposizione. Rientro previsto per le ore 13 circa

Iscrizioni aperte

 

  • Milano, le Nuove Architetture da CityLife a Fondazione Prada, giovedì  3 marzo

 

Guidati dall’Arch. Stefano Vellano, andremo alla scoperta delle nuove architetture della città di Milano, sorte negli ultimi anni grazie anche all’evento EXPO 2015.

Un tour in tre diverse zone della città: si inizia con la zona del Portello, storicamente occupata dal primo nucleo produttivo dell’ALFA ROMEO. Qui si trova anche la nuova sede del AC MILAN chiamata “CASA MILAN”. Si raggiunge quindi il quartier generale del giornale Il Sole 24 ore, disegnato da Renzo Piano e l’area interessata dal grande progetto CityLife, il progetto di riqualificazione della Fiera Campionaria, a Milano, disegnato dalle “archistar“: Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. In particolare vedremo (in esterno) le residenze HADID.Si prosegue quindi verso l’area di Porta Nuova / Porta Garibaldi dove si trovano il “Bosco Verticale” ed il piazzale Gae Aulenti dove sorge il grattacielodella filiale FLAGSHIP, progetto di punta dell’Unicredit Pavillion (progettato da Michele De Lucchi – già progettista dei Padiglioni ZERO, Banca Intesa S. Paolo e padiglione ITALIA a EXPO 2015 .

Dopo la pausa pranzo libera, proseguimento delle visite al New Building District Università Bocconi ealla Fondazione Prada.

La Fondazione Prada, presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, è un’istituzione dedicata all’arte contemporanea e alla cultura[1]. Attualmente ha due sedi: a Milano (ex distilleria Società Italiana Spiriti) e a Venezia (Ca’ Corner della Regina). Il 9 maggio 2015 sono statiinaugurati i nuovi spazi della Fondazione Prada a Milano, in Largo Isarco 2, nella zona sud della città. La nuova sede di Milano, progettata dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas, espande il repertorio delle tipologie spaziali in cui l’arte può essere esposta e condivisa con il pubblico. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento. Il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2, di cui 11.000 m2 saranno utilizzati per le attività espositive. L’edificio all’entrata del nuovo centro accoglierà il pubblico con due spazi nati da collaborazioni speciali: un’area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell’École Nationale Supérieure d’architecture de Versailles; e un bar ideato dal regista Wes Anderson che ricrea l’atmosfera dei tipici caffè di Milano.

Ritrovo: ore 8 nel piazzale di Torino Esposizione. Rientro previsto per le ore 20 circa

Iscrizioni aperte

 

  • Biella, Monastero di San Gerolamo  e Museo Zegna, martedì 15 marzo

 

Guidati da Luca Mana, trascorreremo un bel pomeriggio a Biella, dove andremo a scoprire il Monastero di San Gerolamo, fondato nel 1512 dal beato Giovanni Gromo sulla collina versoChiavazza, uno splendido esempio di architettura rinascimentale in territorio biellese. È composto da un chiostro a due ordini di loggiati e da una chiesa a navata unica (in origine con pianta a croce latina). All’interno sono conservati un coro in legno e numerose decorazioni pittoriche di scuola lombarda. Nel 1864 il complesso fu acquistato dalla famiglia Sella.

A seguirea Trivero, in provincia di Biella, visiteremo Casa Zegna, parte di Fondazione Zegna, archivio storico e polo di aggregazione culturale. All’interno del Lanificio Zegna, in una palazzina anni ’30 che fu la casa di famiglia, è stato creato un nuovo concept “archivistico” museale. Una straordinaria sintesi della storia e delle esperienze, ma allo stesso tempo uno spazio polifunzionale sempre attivo, fucina di nuove idee, dove la tradizione si fonde con la trasformazione.

Ritrovo: ore 13,30 nel piazzale di Torino Esposizioni. Rientro previsto per le ore 19 circa

Iscrizioni aperte

  • Alla scoperta delle Ville del padovano e del  Vittoriale degli Italiani, 15-16-17 aprile

 

Un nuovo entusiasmante itinerario APR alla scoperta di Padova, delle Ville il Catajo, dei Vescovi e del Vittoriale degli Italiani.

A Padova visiteremo la Loggia e l’Odeo Cornaro, la Basilica del Santo e gli Eremitani.

Il Castello del Catajo è un monumentale edificio di 350 stanze, costruito a partire dal XVI secolo presso Battaglia Terme (Padova),ampliato nel ’600 e ’70, in seguito trasformato in reggia ducale dalla famiglia Asburgo-Este in esilio da Modena e infine eletto residenza di villeggiatura imperiale degli Asburgo imperatori d’Austria.. L’origine del nome è andata perduta: si ritiene che non derivi da Catai (nome con cui veniva indicata la Cina nel Medioevo), ma piuttosto che faccia riferimento a una “Ca’ Tajo”, cioè “tenuta del taglio”, con possibile riferimento allo scavo del Canale di Battaglia che tagliò a metà molti appezzamenti agricoli.. La famiglia Obizzi si estinse nel 1803 con il marchese Tommaso, e il castello passò agli arciduchi di Modena; sotto Francesco IV fu costruita l’ala visibile più in alto, detta “Castel Nuovo”. In seguito Francesco V e la moglie Adelgonda di Baviera trasferirono al castello l’intera corte estense in esilio da Modena. Morti senza figli, il Catajo passò all’arciduca ereditario d’Austria Francesco Ferdinando. La Villa dei Vescovi è un gioiello veneto dal cuore classico L’incanto dei Colli Euganei si dispiega davanti al suo orizzonte in sublime armonia con lo straordinario ciclo di affreschi del fiammingo Lambert Sustris che ne decora le stanze e le logge. Edificata nel Cinquecento da Giovanni Maria Falconetto con la collaborazione dell’umanista Alvise Cornaro, la Villa rappresenta una delle più preziose testimonianze della romanità nel Veneto.

Il Vittoriale degli Italiani è la cittadella monumentale costruita a Gardone Riviera (Bs) sulle rive del lago di Garda tra il 1921 e il 1938dal poeta Gabriele d’Annunzio assieme all’architetto Giancarlo Maroni. Si tratta di un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini, e corsi d’acqua. Venne eretto a memoria della sua “vita inimitabile” e delle imprese degli Italiani durante la prima guerra mondiale..Il Vittoriale oggi è una fondazione aperta al pubblico e visitata ogni anno da circa 180.000 persone.

Informazioni, programma  ed iscrizioni – con versamento della quota – presso la TravelQuick, via Vela 33, tel. 011 4546268 a partire da lunedì 25 gennaio

  • Alla scoperta delle Langhe di ieri e di oggi, domenica 8 maggio – Programma in via di definizione

Guidati dall’architetto Stefano Vellano visiteremo alcune architetture contemporanee di cantine e – come  testimonianza del passato sul territorio delle Langhe – il Castello di Roddi.

Tra tutti i Castelli delle Langhe quello di Roddi viene spesso definito il più interessante dal punto di vista storico ed architettonico; adagiato sulla cima della collina che sovrasta maestosamente il borgo del paese, fu di proprietà di Gaio Francesco della Mirandola, discendente e nipote del noto umanista e filosofo Pico della Mirandola.

Per le “nuove cantine” visiteremo il nuovo ampliamento del 2004 della Cascina Adelaide Amabile a Barolo,, progettata dall’architetto Dellapiana, che vista dall’alto simula l’andamento ondulato dei vigneti e all’interno, giocata com’è su cristalli, acciaio, pavimenti di porfido, colonne a forma di albero stilizzate, e su una continuità degli spazi di lavoro, dalla vinificazione all’affinamento all’imbottigliamento, consente di lavorare nella maniera il più razionale possibile, alla luce di una concezione della modernità che non taglia assolutamente i ponti con il passato. A seguire, alle porte di Alba ci sposteremo alla cantina CerettoMonsordo Bernardina, dove si potrà ammirare l’acino, 2009, una nuova opera di architettura-paesaggio altamente tecnologica per via dei materiali utilizzati per la realizzazione, progettata dagli architetti Luca e Marina Deabate. Una grande bolla ovale, sospesa tra le vigne, quasi a voler rappresentare una sorta di grosso acino d’uva., leggero, totalmente trasparente che si inserisce armoniosamente nell’ambiente circostante.

Iscrizioni aperte

 

  • News primavera 2016:“Alla scoperta dellAndalusia”, 28 maggio – 3 giugno 2016

 

Prossima meta del programma culturale APR della primavera-estate 2016 sarà l’Andalusia: una terra unica per la sua estensione, i suoi contrasti, i suoi paesaggi e il suo immenso patrimonio culturale. Qui si sovrappongono e si mescolano la civiltà romana, fugaci apparizioni barbariche, il grande e fondamentale periodo della dominazione araba, le tradizioni della piccola ma influente comunità ebraica, la «Reconquista» dei re cattolici spagnoli, la sopravvivenza di piccoli regni islamici nella Spagna ormai cristianizzata..

L’Andalusia è la terra della magnifica Alhambra di Granada, l’edificio più famoso di Spagna, ma anche delle moschee e dei palazzi moreschi di Cordoba, del museo di Picasso di Malaga, delle spiagge della Costa del Sol e della Costa de la Luz, delle montagne della Sierra Nevada e dei suoi parchi naturali. Ronda è una meravigliosa e antica città, arroccata sulla gola di El Tajo, fondata nel IX secolo a.C.profonda circa 100 metri, nella provincia di Malaga a nord di Marbella. In passato anche diversi personaggi famosi, come Hemingway e Dumas, sono stati affascinati dai suggestivi panorami e dalle appassionanti tradizioni popolari di questa città araba, capitale di un piccolo Stato indipendente fino alla Reconquista cristiana del 1485. La monumentale città di Granada, fondata dai Romani con il nome di Illibris tra i fiumi Darro e Geni, sorge ai piedi della Sierra Nevada, tra le sponde del Mediterraneo e l’entroterra andaluso, ed è famosa per il suo fascino ispano-mediorientale. Nel centro della città si trovano numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi e il tortuoso quartiere moresco di Albaicín, ma la meraviglia di Granada, e il suo monumento più famoso, è senza dubbio l’Alhambra, la suggestiva fortezza araba, ricca di palazzi decorati e circondata dal verde. Siviglia è il capoluogo e la più grande città dell’Andalusia, ma soprattutto è l’anima della Regione e l’incarnazione del famoso modo di vivere andaluso. Gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole: le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. In un’ansa del fiume Guadalquivir, nel cuore dell’Andalusia rurale, sorge la splendida e storica città di Cordoba. Il fascino del suo centro storico è dovuto alla bellezza dei suoi monumenti e alla grandezza moresca di cui è esempio l’imponente e maestosa Mezquita, con la foresta di archi e colonne simbolo della gloria di Al-Andalus, ma anche ai patios e ai vicoli medioevali, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco

Informazioni, programma ed iscrizioni – con versamento della quota – presso la TravelQuick, via Vela 33, tel. 011 4546268 a partire da giovedì 25 febbraio 2016

 

  • Alla scoperta di Caraglio e Vinadio, domenica 19 giugno

 

Guidati da Luca Mana, andremo alla scoperta di due belle località del cuneese ancora da noi inesplorate: Caraglio e Vinadio.

Il complesso architettonico del Palazzasso, il cui nucleo originario risale al XVI secolo, con l’innesto seicentesco della monumentale facciata con torri laterali, stabilisce un importante legame ambientale fra lo stesso edificio residenziale, le costruzioni di servizio, il giardino e il parco con la campagna circostante. Le grandi alberature, i manufatti architettonici e l’uso dell’acqua nel territorio agricolo costituiscono gli elementi di maggiore pregio dell’insieme. Il Filatoio di Caraglio è la “fabbrica da seta” più antica d’Europa e rappresenta un caso unico nel contesto produttivo del Piemonte seicentesco. Costruito in due anni (1676-1678) da Giovanni Girolamo Galleani, ha l’aspetto di una dimora fortificata ed ospitava al suo interno i “fornelletti” per la trattura e i “mulini da seta” per la torcitura del filato, esportato in tutta Europa. Il complesso costituisce il primo nucleo del Museo del Setificio Piemontese, in fase di espansione, che propone, inoltre, mostre temporanee sul tema della seta e dei tessuti. I suggestivi spazi accolgono capolavori d’arte contemporanea e del passato.

Dopo la pausa pranzo ci sposteremo a Vinadio.

Le fortificazioni sono tra i più significativi esempi di architettura militare dell’arco alpino. Lo sviluppo longitudinale del forte è di 1200 metri su tre livelli con circa 10 km di percorsi interni. Nel corso dell’ultima guerra, il Forte fu oggetto di diversi bombardamenti Angloamericani; le sue mura ne portano ancora i segni. Eretto da Casa Savoia al tempo del Regno di Sardegna. Il restauro è stato completato negli anni duemila ed è sede di visite turistiche e manifestazioni culturali. Le Terme di Vinadio sono situate a 1330 metri, alle falde del monte Oliva da dove scaturiscono le fonti di acque calde e minerali che alimentano lo stabilimento. Scoperte in epoca romana e ampiamente utilizzate nel medioevo, è del 1700 la costruzione del primo nucleo di fabbricati, ulteriormente ampliato nel secolo successivo per giungere ai giorni nostri.Le fortificazioni sono tra i più significativi esempi di architettura militare dell’arco alpino. Lo sviluppo longitudinale del Forte è di 1200 metri su tre livelli con circa 10 km di percorsi interni. Nel corso dell’ultima guerra, il Forte fu oggetto di diversi bombardamenti Angloamericani; le sue mura ne portano ancora i segni. Eretto da Casa Savoia al tempo del Regno di Sardegna.. Le Terme di Vinadio, scoperte in epoca romana e ampiamente utilizzate nel medioevo sono situate a 1330 metri, alle falde del monte Oliva da dove scaturiscono le fonti di acque calde e minerali che alimentano lo stabilimento.

Ritrovo: ore 8 nel piazzale di Torino Esposizione. Rientro previsto per le ore 20 circa

Iscrizioni aperte

 

  •     Rinnovo quote sociali APR 2016

 

Si invitano i Soci a versare entro il 31/12/2015 la quota sociale, rimasta invariata, utilizzando:

  • il conto corrente postale, intestato a “Amici di Palazzo Reale”, Piazzetta Reale 1, 10124 Torino, numero 29331105 oppure
  • tramite bonifico bancario a: Unicredit Torino XX Settembre – Via XX Settembre,31 10121 Torino- IBAN: IT 51 H 02008 01046 000002433373.
  • direttamente in Sede APR il mercoledì pomeriggio (ore 15/17,30) e il sabato presso il Punto Incontro APR (ore 10/17,30), con possibilità di ritirare anche il bollino 2016. Il pagamento potrà essere effettuato in contanti o con il BANCOMAT (sistema Pos).

 

QUOTE 2016

 

  • Socio VOLONTARIO (Socio che presta effettivamente attività di volontariato, art. 2 del Regolamento)             15
  • Socio SOSTENITORE(Socio che partecipa alle attività sociali)                                                              € 30
  • Socio BENEFATTORE                                                                                                                                 € 50 o più

I Soci APR, in regola con la quota annuale 2016, potranno acquistare la Tessera “Abbonamento Musei 2016” (valida per entrare gratuitamente in oltre 200 Musei in tutto il Piemonte ed anche in altre Regioni) ad un prezzo speciale. Farà fede la presentazione della tessera APR con il bollino 2016.

 

 

I miei più sinceri ed affettuosi auguri                          Maria Elena Stantero Gindro

                                                                                                                                                                                                                               Vice Presidente dell’Associazione “Amici di Palazzo Reale”

                                                                                   vicepresidenza@amicipalazzoreale.it

 

I viaggi e gli itinerari di studio APR sono  organizzati con la collaborazione della

TravelQUICK, Via Vela 33 Torino  / tel. 011 45.46.268 / e-mail: roberto@travelquick.it

Le condizioni relative all’organizzazione tecnica degli Itinerari APR sono a cura dell’Agenzia viaggi TravelQuick.
APR cura i contenuti culturali relativi alla meta del viaggio.

 

 

 

 

 

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