AppIIsalarossa
Gli Appartamenti dei Principi e dei Duchi d’Aosta, dal 19 maggio al 29 luglio con gli Amici di Palazzo Reale

Grazie alla Compagnia di San Paolo

 ai Musei Reali di Torino

ai volontari dell’Associazione “Amici di Palazzo Reale”

 

PROSEGUONO LE VISITE GUIDATE GRATUITE

agli Appartamenti dei Duchi d’Aosta

al II piano nobile di Palazzo Reale

A cura dei volontari APR

Sabato 1-8-15-22-29 luglio

ore 10-11-12-15-16-17

€ 4 (costo ingresso MIBACT)

gratuito per i possessori di Tessera Abbonamento Musei

Nel 1925, quando la corte sabauda è a Roma da mezzo secolo, si stabilisce a Torino il Principe ereditario Umberto, il futuro re Umberto II. A Palazzo Reale Umberto pone la sua residenza al secondo Piano Nobile, unificando gli appartamenti già dei Principi di Piemonte e dei Duchi d’Aosta in un unico sfarzoso appartamento: trenta sale splendidamente riallestite con i pezzi più preziosi del Palazzo, ricomponendo gli ambienti nel loro assetto settecentesco. Nelle sale a sud ovest affacciate su piazza Castello, il giovane principe colloca l’appartamento della futura sposa, Maria Josè di Goburgo Gotha, principessa del Belgio. A Torino la presenza del “principe charmant”e poi della sua bellissima consorte porta una ventata d’aria nuova in Palazzo, dove si susseguono ricevimenti, udienze, funzioni religiose ufficiali e private, balli, viaggi. Tutto è annotato dai prefetti di Palazzo nelle loro agende, compilate dal gennaio 1929 e (quindi quattro anni dopo l’arrivo di Umberto nell’antica capitale subalpina) sino al 10 giugno del 1946, alla vigilia della sua partenza per l’esilio. Proprio le agende sono il fil rouge della mostra allestita nell’Appartamento che fu degli ultimi principi di Piemonte e che vuole ricordare i momenti della loro vita: il fidanzamento e il fastoso matrimonio, l’arrivo del corteo a Torino davanti a Palazzo Reale, la vita a corte, gli sport e i viaggi, le nascite dei quattro principini, per le quali venivano esposti a Palazzo i tradizionali fiocchi dei quali si è conservato solo quello di Maria Gabriella. Una storia lunga venti anni: dalla vita solare degli inizi a Torino alla conclusione a Cascais, dove Umberto resterà in esilio per oltre un trentennio. Nel 1976, ad un giornalista che gli chiedeva che cosa gli mancasse di più nella vita, rispose con la consueta sobrietà “Il mio Paese”.