Nuovo itinerario di studio “Firenze e le Ville Medicee”, 1-4 novembre 2012
Circolari 5 anni fa

 

ASSOCIAZIONE “AMICI DI PALAZZO REALE”                                                            in collaborazione con  QUICK VIAGGI

Gli itinerari di studio per i Soci APR

 PISA, FIRENZE e la

 CORONA DELLE VILLE MEDICEE

 

1 – 4 novembre 2012

ISCRIZIONI CHIUSE A 72 PARTECIPANTI

  

Un nuovo imperdibile itinerario di studio APR, alla scoperta di Firenze – di Palazzo Pitti, con la Galleria Palatina, il Museo degli Argenti, il Museo delle Porcellane, degli Uffizi, uno dei musei più famosi del mondo per le sue straordinarie collezioni di dipinti e di statue antiche e del Corridoio Vasariano, il percorso aereo e segreto dei Medici, di Palazzo Davanzati…,  nonché della Corona delle  sontuose Ville Medicee, commissionate dalla potente famiglia fiorentina dei Medici,  tra il XV e il XVI secolo, nel momento della sua piena ascesa, a testimonianza dei fasti e della fortuna che gli esponenti di questa illustre casata raggiunsero. Nella campagna toscana incontreremo Poggio a Caiano, Petraia, Cerreto Guidi, Castello, residenze extraurbane immerse in un ameno scenario bucolico, che non erano soltanto un luogo di svago in alternativa alle fatiche e agli impegni politici della vita in città, ma anche un rifugio sicuro e garantito da un’autonomia produttiva ed un presidio territoriale che consentisse di vigilare su tutto il territorio.

 

 Programma dell’itinerario di studio

 

Giovedì 1 novembre 2012: verso Pisa e Firenze 

                                                             

Alle ore 8.00 ritrovo libero dei Soci APR presso la Rotonda di C.so Massimo D’Azeglio e partenza con autobus privato per Pisa. Lungo il percorso verranno effettuate soste in autogrill. Tempo a disposizione per il pranzo libero e, nel primo pomeriggio, visita guidata della città con Piazza dei Miracoli ed i suoi più monumenti più importanti.  

Con straordinaria efficacia l’espressione Piazza dei Miracoli, coniata da Gabriele D’Annunzio (1863-1938), sintetizza lo stupore e l’ammirazione che da secoli coglie chi, attraversando il varco della cinta muraria o sboccando obliquamente da via S. Maria, abbraccia in un sol colpo d’occhio il candore dei monumenti sopra il verde smagliante del tappeto erboso.  Colpisce anche il singolare isolamento del complesso: il grande spazio ove s’innalzano gli edifici sacri si trova infatti ai margini dell’abitato urbano, nell’angolo nordoccidentale, in posizione quasi superba ed appartata rispetto agli affanni quotidiani della città. Ma un’attenta lettura storica e il contributo di scoperte archeologiche recenti restituiscono alla Cattedrale tutta la sua centralità, fondata sull’originaria scelta del sito e conservata attraverso i secoli come cuore della vita religiosa e civile di Pisa. Per percepirla, è necessario porsi nella dimensione marittima che  fin dall’epoca etrusca  fece grande la città, situata in una felice posizione geografica che la poneva al centro di una rete di percorsi marittimi, fluviali e terrestri, con un retroterra capace di offrire un’ampia gamma di prodotti non solo agricoli ma anche legname e materiale lapideo per costruzioni, favorendo in tal modo l’impianto di significative strutture manifatturiere.  Un fiume oggi scomparso – l’Auser – lambiva allora l’area della Piazza, scorrendo lungo il margine settentrionale e piegando poi verso Sud per andare a gettarsi in Arno; e nell’Auser, a poche centinaia di metri da qui, nei pressi dell’odierna stazione di Pisa-San Rossore, era impiantato un porto fluviale che funzionò per un millennio, dall’età etrusca a quella tardo-romana, tornato alla luce dopo un lunghissimo oblio sul finire del XX secolo. È proprio riscoprendo questo assetto più antico che l’ubicazione della Cattedrale perde la sua apparente marginalità, per assumere un significato nuovo e più pieno: alla luce delle modalità della cristianizzazione di Pisa, che studi recenti indicano proveniente dal mare, il sito acquista infatti un’inedita centralità, oggi non più percepibile, se correlato con il vicino impianto portuale fluviale rimasto attivo fino al V secolo d.C.  Fu questo dunque il luogo scelto come sede della Chiesa pisana fin dalle sue origini, concordemente ritenute anteriori alla pace costantiniana del 313. Ma i più antichi edifici sacri furono nel corso del tempo smantellati e i monumenti che ammiriamo oggi risalgono ai secoli centrali del Medioevo, quando  al massimo dello splendore, grazie alle vittoriose imprese sul mare  Pisa affermava la propria supremazia in campo regionale e internazionale, arrivando a rivendicare per sé il ruolo di ‘nuova Roma’. Da tale smisurato orgoglio e consapevolezza nacque il progetto di ricostruire, in prossimità di una precedente Cattedrale riscoperta nel corso di recenti scavi archeologici, la nuova S. Maria fondata nel 1064, anno della vittoriosa impresa antisaracena di Palermo, il cui bottino fu in parte investito proprio nella sua costruzione. Il «tempio di marmo bianco come la neve»  così lo definì l’autore dell’iscrizione funebre per il suo architetto, Buschetto  rappresentava l’intera comunità civile e religiosa; e doveva rispecchiarne, agli occhi del mondo, fama e potenza: in facciata furono apposte epigrafi che celebravano le principali imprese marinare; sui fianchi s’inserirono pezzi di reimpiego provenienti da monumenti di età romana per sottolineare la grandezza di Pisa come “altra Roma”; il paramento venne ornato riccamente di elementi decorativi, tra cui spiccano le losanghe policrome di derivazione araba; sul culmine del tetto, infine, fu collocato il magnifico grifone bronzeo di fabbricazione islamica ora nel Museo dell’Opera (al suo posto è una copia), forse proveniente dalla Spagna e con ogni probabilità giunto a Pisa col bottino di qualche spedizione militare.  Di fronte alla Cattedrale, in asse con la sua facciata, fu costruito il Battistero, fondato nel 1152 su progetto di Diotisalvi: un edificio che  secondo gli ultimi studi  risulta fortemente impregnato di ricordi del Santo Sepolcro di Gerusalemme, riproponendo così il tema degli influssi e delle relazioni tra l’architettura pisana e l’Oriente. Alla costruzione dell’edificio, destinato ad ospitare il fonte presso il quale i Pisani entravano a far parte del popolo cristiano, partecipò coralmente l’intera città: il cronista coevo Bernardo Maragone narra che una delle otto colonne provenienti dall’Elba e dalla Sardegna, messe in opera all’interno nel 1163, fu innalzata dagli abitanti della zona di Porta Aurea. La pianta circolare del Battistero fu ripresa nel 1173 dall’anonimo progettista del Campanile (Bonanno Pisano? o ancora magister Diotisalvi?). Opera inusuale nella sua rotondità che richiama le curve delle vicine absidi della Cattedrale, accomunato agli altri edifici della Piazza dal ricorrere di colonne e archetti, poco dopo la fondazione il più celebre monumento cittadino fu colpito dal “male oscuro” che l’ha reso famoso in tutto il mondo, manifestando i gravi problemi statici risolti  dopo oltre ottocento anni di trepidazione  dai lavori di consolidamento condotti nell’ultimo decennio del secolo appena terminato. Con la torre campanaria il complesso della Cattedrale risultava completo; ma nel Duecento, mentre i lavori proseguivano e gli edifici si arricchivano di magnifiche opere d’arte, due nuovi fabbricati andarono a definire lo spazio della Piazza come lo si vede oggi, entrambi nati per iniziativa del grande arcivescovo di Pisa Federico Visconti. A Sud venne eretto lo Spedale Nuovo, imposto alla città nel 1257 da papa Alessandro IV come segno dell’avvenuta riconciliazione con la Sede apostolica dopo una crisi durata più di un quindicennio, ove ricevevano assistenza pellegrini, poveri e malati: è il grande edificio che attualmente ospita il Museo delle Sinopie, nel quale ci troviamo. Di fronte ad esso si avviò, nel 1277, la costruzione di un nuovo cimitero ove concentrare le tombe fino ad allora sparse intorno al Duomo. È il progetto sfociato nella realizzazione del Camposanto, straordinario chiostro quadrangolare che, con la sua facciata marmorea, conclude a Nord la Piazza dei Miracoli, concepito per la sepoltura dei morti come pure per l’ammaestramento dei vivi, invitati a riflettere sulla vita terrena ed eterna dal grandioso ciclo di affreschi del quale si conservano in questo Museo i disegni preparatori, le “sinopie”. 

Al termine, proseguimento in bus per la città di Firenze. All’arrivo, trasferimento all’hotel e sistemazione nelle camere riservate: cena libera e pernottamento in hotel.

 

 

Venerdì 2 novembre 2012: la Firenze Medicea

 

Prima colazione a buffet in hotel.

Mattinata dedicata alla visita guidata del centro storico della città e di Palazzo Davanzati.

Il Museo di Palazzo Davanzati - conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina – è stato inaugurato come museo statale nel 1956. Il Palazzo, antica dimora trecentesca della famiglia dei Davizzi, mercanti e banchieri, prospetta la sua imponente facciata sull’omonima piazza, un tempo popolata da antiche case-torri. Proprio dall’accorpamento di alcune case-torri e di altre proprietà dei Davizzi, alla metà circa del Trecento venne costruito il Palazzo, che prese però il nome da un’altra famiglia, i Davanzati, che l’acquistarono nel 1578 arricchendone la facciata con un grande stemma rappresentante l’arme del proprio casato. Essi l’abitarono fino al 1838, anno della tragica morte dell’ultimo erede Carlo. Il Palazzo, acquistato nel 1904 dal grande antiquario Elia Volpi, che lo inaugurò come Museo dell’antica casa fiorentina, esempio del gusto di una “fiorentinità” ricercata da italiani e stranieri, ha vissuto la prima metà del secolo scorso tra vendite, acquisti e fallimenti di antiquari, fino all’acquisto da parte dello Stato italiano che lo aprì come museo pubblico, conferendogli lo stesso carattere della rievocazione dell’antica casa, anche se l’arredo attuale è costituito da opere provenienti dai depositi delle Gallerie fiorentine. Varie e interessanti sono le diverse collezioni del Museo: sculture, dipinti, mobili, maioliche, merletti, etc. L’ampia loggia d’ingresso immette nel suggestivo cortile che consente l’accesso ai piani superiori. In ciascun piano si susseguono – secondo un identico schema – le sale: la sala madornale, corrispondente alla lunghezza della facciata, la sala da giorno, lo studiolo e la camera da letto con soffitti a travi in vista e decorazioni a finta tappezzeria. Gli ambienti domestici – gli “agiamenti” (gabinetti), presenti in tutti i piani, e la cucina al terzo piano – testimoniano gli agi di una famiglia signorile che soggiornò a Palazzo Davanzati, magnifico e singolare esempio di casa medievale a Firenze.

 

Nel pomeriggio visita speciale privata al Corridoio Vasariano ed agli Uffizi

Gli Uffizi sono uno dei musei più famosi del mondo per le sue straordinarie collezioni di dipinti e di statue antiche. Le sue raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi. Basta ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio. Importanti sono anche le raccolte di pittori tedeschi, olandesi e fiamminghi. Tra questi: Dürer, Rembrandt, Rubens. La Galleria è situata all’ultimo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari come sede dei principali uffici amministrativi dello stato toscano. Fu realizzata per volontà del granduca Francesco I e arricchita grazie al contributo di numerosi componenti della famiglia Medici, appassionati collezionisti di dipinti, sculture e oggetti d’arte. Fu riordinata e ampliata sotto la dinastia dei Lorena, succeduti ai Medici, e in seguito dallo Stato italiano. Nel complesso vasariano sono ospitate altre importanti raccolte: la Collezione Contini Bonacossi e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

Il Corridoio Vasariano, il percorso aereo e segreto dei Medici, il percorso del Principe, è una delle opere urbanistiche più celebri al mondo. Realizzato da Giorgio Vasari, che già aveva realizzato l’attuale Galleria degli Uffizi, nel 1565, per volere del granduca Cosimo I, è un percorso sopraelevato, lungo più di un km, che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti attraversando il Ponte Vecchio sull’Arno: una monumentale traiettoria urbana che porta il potere assoluto del sovrano nel cuore della città. Questa straordinaria via aerea era stata pensata per consentire ai Granduchi di muoversi in sicurezza, senza bisogno di scorte, dalla loro residenza privata al palazzo del governo e costituiva un motivo di prestigio per i Medici, visto l’appoggio ancora incerto della popolazione verso il nuovo Duca e il nuovo sistema di governo che aveva abolito l’antica Repubblica fiorentina, sebbene gli organi repubblicani fossero ormai solo simbolici da quasi un secolo. Osserveremo splendide vedute sulla città ed una collezione unica al mondo, ideata da Leopoldo de’ Medici nel ‘700, di autoritratti dei più celebri artisti, dal ‘500 fino al ‘900. Vi compaiono fra gli altri Andrea del Sarto, Beccafumi, Bernini, Annibale Carracci, Guido Reni, Salvator Rosa, Rubens, Canova, Hayez, Corot, Ingres, Delacroix, Ensor.

Pranzo e cena liberi. Pernottamento in hotel.

 

Sabato 3 novembre 2012: le ville Medicee di La Petraia, Poggio Caiano e Cerreto Guidi

Prima colazione a buffet in hotel.

Giornata dedicata alla scoperta delle Ville Medicee nei dintorni di Firenze.

La Petraia è una delle più affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l’eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco. Distante pochi chilometri da Firenze è la tipica residenza suburbana, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della città. Un antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l’attuale villa e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze. Il cortile della villa, coperto nell’Ottocento, è decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi. La famosa scultura bronzea del Giambologna raffigurante Venere-Fiorenza, che completava l’omonima fontana posta anticamente nel giardino della villa di Castello, è ora collocata all’interno per garantirne la conservazione.

Villa di Poggio a Caiano - Lorenzo il Magnifico fu il committente della villa, che venne edificata su progetto di Giuliano da Sangallo alle pendici del monte Albano, in bellissima posizione, all’interno di una vasta proprietà agricola, posta tra Firenze, Prato e Pistoia. La villa, alta su un portico, aperta su ogni lato verso il giardino e il paesaggio circostante, rispecchia le tendenze umanistiche dell’architettura ispirata all’antico. La costruzione, iniziata intorno al 1485, rimase interrotta alla morte di Lorenzo avvenuta nel 1492. I lavori ripresero per volontà del papa Leone X, figlio di Lorenzo, e vennero completati nella seconda metà del Cinquecento.  Il salone, detto di Leone X, è splendidamente decorato con affreschi allegorici, celebrativi della famiglia Medici, eseguiti da Andrea del Sarto, Pontormo, Franciabigio, Alessandro Allori. Dal giugno 2007, nel secondo piano della villa, è allestito il Museo della Natura Morta, nel quale sono esposti circa 200 dipinti provenienti dalle collezioni medicee.

La villa di Cerreto Guidi, situata nei pressi del Padule di Fucecchio, una zona umida particolarmente ricca di fauna, fu edificata nel 1556 per iniziativa di Cosimo I come residenza di caccia e presidio territoriale. Il progetto dell’edificio, caratterizzato dalle due peculiari rampe d’accesso “a scalera” in mattoni, è attribuito al Buontalenti. All’interno sono esposti ritratti della famiglia Medici e mobili di varia epoca e provenienza. I rapporti della villa con l’habitat del Padule sono illustrati da mappe e plastici. Al primo piano è stato allestito, dal settembre 2002, il Museo Storico della Caccia e del Territorio, che ospita una raccolta di armi, principalmente da caccia e da tiro dei secoli XVII-XIX.

Pranzo in ristorante in corso d’escursione.

Rientro in hotel a Firenze.

Cena sociale in ristorante tipico. Pernottamento in hotel.

 

Domenica 4 novembre 2012: Palazzo  Pitti e Villa Reale di Castello.

 Prima colazione in hotel. Bagagli pronti nella hall.

Mattinata dedicata alla visita – dalle soffitte alle cantine, in puro stile APR – di Palazzo Pitti e dei suoi numerosi musei, con la gradita partecipazione di Jennifer Celani, nuova storica dell’arte di Palazzo Reale.

Palazzo Pitti è la reggia del Granducato di Toscana, già abitata dai Medici, dai Lorena e dai Savoia. Al suo interno sono ospitati diversi musei:

  • la Galleria Palatina occupa l’intero piano nobile di Palazzo Pitti insieme agli Appartamenti Reali ed è sistemata secondo il criterio della quadreria settecentesca. Già residenza dei Granduchi di Toscana, prima i Medici e poi i Lorena, e successivamente dei Re d’Italia, dal 1860 al 1919 è  situata nell’ala sinistra del Palazzo e fu creata tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, dai Lorena che collocarono nelle sale di rappresentanza i capolavori provenienti soprattutto dalle collezioni dei Medici, sino ad allora distribuiti in vari ambienti. Si tratta di una collezione straordinaria che comprende opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del Seicento. I quadri, con le loro sontuose cornici, coprono tutte le pareti delle sale, secondo la tradizione delle quadrerie seicentesche. Questo allestimento, insieme alle ricche decorazioni in stucco e agli affreschi presenti nelle sei sale di facciata, conferisce alla Galleria un fascino particolare. Gli Appartamenti Reali occupano le quattordici magnifiche sale dell’ala destra del Palazzo, già residenza privata delle famiglie regnanti, e sono allestiti con mobili, arredi ed opere d’arte dal Cinquecento all’Ottocento.
  • il Museo degli argenti, dedicato all’arte applicata,è situato al piano terreno e al Mezzanino di Palazzo Pitti, negli ambienti dell’Appartamento d’Estate della famiglia Medici, fatto decorare nel 1635 dal Granduca Ferdinando II in occasione delle sue nozze con Vittoria della Rovere. Nelle sue collezioni si conserva l’importante Tesoro dei Medici: dai famosi vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico, ai cammei e agli intagli di Cosimo I; dai cristalli di rocca di Francesco I, alle ambre di Maria Maddalena d’Austria; dai vasi fantasmagorici in avorio di Mattias de’ Medici, alla famosa collezione di gioielli appartenuti a Anna Maria Luisa, ultima erede di Casa Medici. Gli argenti che danno il nome al Museo provengono dal cosiddetto “Tesoro di Salisburgo” cioè dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo, portate a Firenze da Ferdinando III di Lorena nel 1815. Il Museo conserva inoltre un’importante collezione di gioielli realizzata tra il XVII e il XX secolo da prestigiose manifatture italiane e europee. E’ stata recentemente inaugurata una significativa sezione dedicata al Gioiello Contemporaneo che testimonia la vitalità di questo storico museo. Un nuovo allestimento contiene la collezione di porcellane cinesi e giapponesi iniziata dai Medici nel Quattrocento; nella stanza ha trovato posto anche un’importante collezione recentemente donata dalla famiglia Scalabrino e anch’essa costituita da porcellane cinesi e giapponesi e da alcune maioliche europee. Al mezzanino del museo è possibile visitare una straordinaria collezione di ritratti in miniatura, realizzati fra la metà del XVI ed il XX secolo, che illustra le principali scuole di produzione: francese, inglese, italiana, tedesca austriaca ed americana;
  • il Museo delle porcellane raccoglie le più belle porcellane d’Europa, comprate da Pietro Leopoldo e da Ferdinando III; questa collezione fu arricchita dall’arrivo delle porcellane dalle dimore storiche di Parma, Piacenza e Sala Baganza che, dal 1860, furono in un certo senso “saccheggiate” per arredare gli appartamenti sabaudi a Firenze. Il Museo è allestito nella settecentesca Palazzina detta del Cavaliere, suggestivamente posta sulla sommità del giardino di Boboli e concepita dalla famiglia Medici come casino di delizie dove si riunivano gli Accademici del Cimento e dove Gian Gastone prendeva lezioni di francese;
  • la Galleria d’arte moderna è situata al secondo piano di Palazzo Pitti espone dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale. Nelle sontuose sale, già residenza dei granduchi lorenesi, sono esposte opere dal neoclassicismo al romanticismo, una straordinaria raccolta dei Macchiaioli, importanti testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento oltre che dei movimenti artistici dell’inizio del Novecento;
  • ·         la Galleria del costume, il maggiore museo italiano dedicato alla moda, è situata nella Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti. Con i suoi circa seimila pezzi, fra abiti antichi e moderni, accessori e costumi teatrali, si può considerare l’unico museo di storia della moda in Italia ed uno dei più importanti in ambito internazionale. Nelle vetrine del museo è presentata un’ampia selezione di abiti e accessori dal Settecento ad oggi, che viene rinnovata ogni due anni, sostituendo i capi esposti con altri estratti dal deposito. Frequenti mostre temporanee illustrano settori particolari delle collezioni

Tempo libero a disposizione per visite libere o pranzo.

  • I giardini monumentali di Boboli sono uno dei migliori esempi nel mondo di giardino all’italiana. I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all’italiana che divenne esemplare per molte corti europee. La vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all’aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane. I suoi affascinanti percorsi consentono di cogliere lo spirito della vita di corte e insieme di godere dell’esperienza di un giardino che sempre si rinnova pur nel rispetto della sua tradizione

Nel primo pomeriggio, trasferimento alla Villa Reale di Castello per la visita speciale dei locali attualmente in uso dall’Accademia della Crusca.

  • La villa di Castello è una delle più antiche residenze suburbane della famiglia Medici, che la possedettero fin dal 1477. Prediletta da Cosimo I, fu oggetto di particolari cure e il suo giardino, progettato nel 1538, un anno dopo l’ascesa al potere del giovane duca, venne studiato per celebrare il potere del principe attraverso la simbologia delle sue statue, delle fontane, e delle grotte. Ufficialmente  la villa non è aperta al pubblico, essendo la sede dell’Accademia della Crusca, ma è visitabile su richiesta speciale insieme allo splendido giardino ricco di agrumi e piante rare e decorato di sculture antiche e rinascimentali. Di straordinario fascino è la Grotta degli animali, un tempo animata da giochi d’acqua.

Al termine, in tempo utile, partenza con il bus per il rientro a Torino. Lungo il tragitto, verranno effettuate soste in autogrill.

Arrivo previsto a Torino in tarda serata.

 

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE

SISTEMAZIONE IN CAMERA DOPPIA (min. 50 partecipanti)                                        €   645,00

SISTEMAZIONE IN CAMERA DOPPIA (min. 70 partecipanti)                                        €   620,00

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA  (max. 5 camere)                                                €   230,00

                                                                                                    Organizzazione tecnica: QUICK VIAGGI S.R.L. TORINO

 Acconto:         €   150,00                    da subito direttamente all’agenzia Quick Viaggi  Via Arsenale 25 – TORINOall’atto dell’iscrizione

 

            Saldo :                                               entro venerdì  28 settembre 2012   direttamente all’agenzia Quick Viaggi Via Arsenale 25 – TORINO

 * N.B.: al raggiungimento della quota massima di camere singole, l’agenzia non garantisce la disponibilità ulteriore. L’iscrizione al viaggio è aperta ai soli soci APR in regola con l’iscrizione per l’anno 2012.  La quota di partecipazione è subordinata al numero minimo di partecipanti.

 LA  QUOTA  COMPRENDE:

  • •           trasferimenti a/r con bus privato GT con A/C;
  • •           sistemazione in camera doppia al Grand Hotel MINERVA 4****  con prima colazione a buffet;
  • •           cena sociale in ristorante tipico;
  • •           pranzo in ristorante durante l’escursione delle Ville Medicee;
  • •           ingresso speciale Corridoio Vasariano;
  • •           visite guidate come previsti a programma;
  • •           Firenze Card per gli ingressi * ;
  • •           assicurazione medico-bagaglio;
  • •           omaggio personalizzato APR
  • •           accompagnatore Quick per tutta la durata del viaggio.

 

LA  QUOTA  NON COMPRENDE:

  • •           gli extra in genere e le spese a carattere personale;
  • •           i pasti e le bevande eventualmente non indicati a programma;
  • •           l’assicurazione annullamento (4,5 % della quota di partecipazione) da richiedere tassativamente al momento dell’iscrizione
  • •           tutto quanto non incluso alla voce “La quota comprende”.

 

 PENALI IN CASO DI RECESSO

Al consumatore che receda dal contratto prima della partenza, verrà addebitato l’importo delle penali sotto indicate:

 

10 % della quota di partecipazione fino a 30 giorni prima della partenza

30 % della quota di partecipazione da 29 a15 giorni prima della partenza

50 % della quota di partecipazione da 14 a 9 giorni prima della partenza

75 % della quota di partecipazione da 8 a 3 giorni prima della partenza

100 % della quota di partecipazione dopo tali termini.

 

 

* FIRENZE CARD

 

Firenze Card permette l’accesso ai principali musei, ville e giardini storici della città di Firenze. È promossa dal Comune di Firenze, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etno-antropologico e per il Polo museale della città di Firenze, dalla Provincia di Firenze e dalla Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con ATAF.

È una tessera che dura 72 ore dalla prima attivazione e  permette di accedere una sola volta a ognuno dei Musei aderenti al circuito; con la tessera si possono visitare le collezioni permanenti, le mostre e tutte le altre attività organizzate nei musei appartenenti al circuito, senza fare code e senza effettuare la prenotazione. Con la card inoltre, nelle 72 ore di validità, si possono utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblico locale cittadino.

 

 

Elenco dei musei che fanno parte del circuito “Firenze Card”:

 

 

 Museo di Palazzo Vecchio

 - piazza della Signoria Firenze

 

Museo Stefano Bardini

 - via dei Renai 37 Firenze

 

Palazzo Medici Riccardi

 - via Cavour 3 Firenze

 

Fondazione Palazzo Strozzi

 - piazza Strozzi Firenze

 

Museo Horne

 - via dei Benci 6 Firenze

 

Museo Marino Marini

 - piazza San Pancrazio Firenze

 

Museo Nazionale Alinari della Fotografia

 - piazza Santa Maria Novella 14a r Firenze

 

Museo Stibbert

 - via Stibbert 26 Firenze

 

Museo di Santa Maria Novella

 - piazza Santa Maria Novella Firenze

 

Cappella Brancacci

 - piazza del Carmine 14 Firenze

 

Fondazione Salvatore Romano

 - piazza Santo Spirito 29 Firenze

 

Cappelle Medicee

 - piazza Madonna degli Aldobrandini 6 Firenze

 

Galleria degli Uffizi

 - piazzale degli Uffizi 6 Firenze

 

Galleria dell’Accademia

 - via Ricasoli 58/60 Firenze

 

Galleria Palatina e Appartamenti Monumentali

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Galleria d’arte moderna

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Museo Giardino di Boboli

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Museo degli Argenti

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Museo delle Porcellane

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Galleria del Costume

 - piazza Pitti 1 Firenze

 

Museo Archeologico Nazionale

 - piazza Santissima Annunziata 9b Firenze

 

Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

 - via degli Alfani 78 Firenze

 

Museo di Palazzo Davanzati

 - via Porta Rossa 13 Firenze

 

Museo di San Marco

 - piazza San Marco 3 Firenze

 

Museo Nazionale del Bargello

 - via del Proconsolo 4 Firenze

 

Cenacolo Andrea del Sarto

 - via di San Salvi 16 Firenze

 

Cenacolo del Ghirlandaio

 - Borgo Ognissanti 42 Firenze

 

Cenacolo del Fuligno

 - via Faenza 42 Firenze

 

 

Cenacolo di Sant’Apollonia

 - via XXVII Aprile 1 Firenze

 

Chiostro dello Scalzo

 - via Cavour 69 Firenze

 

Complesso Monumentale Orsanmichele

 - via Arte della Lana 1 Firenze

 

Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della caccia e del territorio

 - via dei Ponti Medicei 7 Cerreto Guidi

 

Villa Medicea della Petraia

 - via della Petraia 40 Firenze

 

Giardino della Villa Medicea di Castello

 - via di Castello 47 Firenze

 

Museo di Casa Martelli

 - via Zannetti 8 Firenze

 

Collezione Contini Bonacossi

 - via Lambertesca 6 Firenze

 

Villa Medicea di Poggio a Caiano

 - piazza de Medici 14 Poggio a Caiano

 

Villa Corsini a Castello

 - via della Petraia 38 Firenze

 

Sinagoga e Museo Ebraico

 - Via Farini 6 Firenze

 

 

 

Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi

 - via Sant’Egidio 21 Firenze

 

Museo del Bigallo

 - piazza San Giovanni 1 Firenze

 

Museo di Storia Naturale, Sezione di Mineralogia e Litologia

 - via La Pira 4 Firenze

 

Museo Galileo

 - piazza dei Giudici 1 Firenze

 

Museo Bandini di Fiesole

 - via Dupre’ 1 Fiesole

 

Area e Museo Civico Archeologico di Fiesole

 - via Portigiani 1 Fiesole

 

Museo di Storia Naturale, Sezione di Antropologia ed Etnologia

 - via del Proconsolo 12 Firenze

 

Museo di Storia Naturale, Sezione di Geologia e Paleontologia

 - via La Pira 4 Firenze

 

Museo di Storia Naturale, Sezione di Zoologia La Specola

 - via Romana 17 Firenze

 

Museo di Storia Naturale, Orto Botanico

 - via Micheli 3 Firenze

 

Fondazione Scienza e Tecnica

 - via Giusti 29 Firenze