L’Appartamento del Duca del Chiablese e la Mostra fotografica del film “La Grazia” di Paolo Sorrentino con i volontari APR, aprile 2026



Prenotazioni obbligatorie:
palazzochiablese@amicipalazzoreale.it / 3441929643 (ore 10-12)

Visite gratuite – a cura APR –
Palazzo Chiablese dal 1947 è sede di uffici pubblici e in particolare oggi accoglie la SABAP-TO, insieme al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Piemonte. Il palazzo costituisce la quinta della piazzetta Reale a nord ovest, dove confina a sud, con la Chiesa di San Lorenzo realizzata da Guarino Guarini nella seconda metà del XVII; la facciata principale si affaccia sulla piazza San Giovanni ed è realizzata in forme estremamente sobrie e lineari, al contrario degli interni sfarzosi e ricercati. Il nucleo originario del Palazzo risale al XVI secolo, ma l’edificio così come è pervenuto sino a noi è frutto della sua importante e definitiva riplasmazione operata nella seconda metà del Settecento dall’architetto Benedetto Alfieri per Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese.I duchi del Chiablese, abitano il Palazzo sino alle soglie dell’occupazione francese (1798-1814), che li costringe a lasciare la capitale del Regno e trasferirsi in Sardegna e poi a Roma.
Dalla piazzetta San Giovanni attraverso un grande portone ubicato sulla sobria e lineare facciata, realizzata con paramento in mattoni a vista, si accede ad un ampio porticato con colonne e pilastri in pietra e volte a crociera, per poi addentrarsi nei due cortili interni, divisi da una manica centrale (1761).
Un maestoso Scalone monumentale in marmo (1753/54) conduce al piano nobile, ricco di arredi, stucchi di Giovanni BattistaSanbartolomeo (luganese, deceduto a Torino nel 1798), pavimenti in legno intarsiati, serramenti e boiserie decorate, camini in marmo, specchiere e sovrapporte attribuite ai torinesi Mattia Franceschini e Michele Antonio Rapous, al napoletano Francesco DeMura, al romano Gregorio Guglielmi. Il primo appartamento, realizzato da Benedetto Alfieri fu tra il 1756 è il 1758, mentre il secondo fu realizzato tra il 1760 e il 1764.
Il nostro percorso di visita prosegue nel Salone delle Guardie Svizzere, ex Biblioteca dei Duchi di Genova, ambiente completamente trasformato negli anni Sessanta, che dà accesso alla Prima Anticamera, ex Sala delle Guardie del Corpo con sovrapporte di FrancescoAntoniani e grande dipinto del Claudio FrancescoBeaumont, con episodio dalle Storie di Alessandro e alla Seconda Anticamera, già Sala dei Valletti a piedi, anch’essa fornita di grandi tele di Beaumont e Giovanni Domenico Molinari, modello per la tessitura di arazzi per le Storie di Annibale; si prosegue con la Camera da letto del Duca del Chiablese dove è spirato il re Carlo Felice nel 1831, la Sala di udienza del duca del Chiablese (poi Salone Rosso, nel ‘900 Sala della duchessa di Pistoia), con sovrapporte di metà Settecento raffiguranti Storie di Enea e Didone di Mattia Franceschini, la Sala di udienza della duchessa del Chiablese (poi Salone da Ballo o Sala degli arazzi) con Le quattro parti del mondo, sovrapporte di Francesco De Mura; la Sala di Parata della duchessa del Chiablese (poi Sala da Pranzo con i duchi di Genova), con i dipinti sovrapporte di Gregorio Guglielmi e infine la Sala di parata del duca del Chiablese (Sala Rossa, già Salone di San Giovanni) con sovrapporte rappresentanti Allegorie delle virtù di Mattia Franceschini.
Gli arredi attuali provengono parte dalle collezioni dei Duchi di Genova e parte dai castelli di Agliè, di Moncalieri e da Palazzo Reale.


Cerimonia di apertura dell’Appartamento del Duca del Chiablese
















































