PROGRAMMA CULTURALE E SOCIALE
primavera-estate 2019

  • Le Conversazioni APR

Continua il ciclo di Conversazioni che la nostra Associazione offre ai Soci APR, al di là  degli schemi accademici ed istituzionali, come momento di studio e di riflessione su temi concernenti direttamente o indirettamente il Palazzo Reale di Torino.

  • Mercoledì 27 marzo, Giuseppe Bonenti in “ I quadroni nelle sale della biglietteria di Palazzo Reale ovvero il Seicento sepolto ovvero per rivivere il Palazzo e il tempo di Carlo Emanuele I
  • Mercoledì 22 maggio, Andrea Merlotti in “Andar per Regge e Residenze”

Appuntamento alle ore 17,30 presso la Sede APR (cortile d’onore di Palazzo Reale, accanto al Caffè Reale, videocitofono, ascensore) Ingresso libero riservato ai Soci APR

 

  • Alla scoperta delle Chiese di Torino e provincia, primavera 2019

Guidati dal consocio Massimo Borghesi, continuiamo la conoscenza delle Chiese di Torino e provincia e precisamente:

  • Giovedì 21 marzo ore 16: Casa delle Maddalenine e piccolo museo di Giulia di Barolo

 L’edificio voluto dalla marchesa Giulia di Barolo per ospitare le donne penitenti che poi diverranno religiose col nome di Maddalenine viene edificato nel 1841,Nella parte della Chiesa che un tempo era destinata alla clausura, è stato ricavato un piccolo museo, aperto nel 1994, con ricordi della Marchesa Giulia di Barolo.Interessante nel giardino interno la memoria dell’esplosione della polveriera  del borgo Dora del 1852 con il ricordo dell’eroismo di Paolo Sacchi.

  • Martedì 16 aprile ore 16: Chiesa di San Giovanni Evangelista detta San Giovannino

Tipico esempio di chiesa di fine Ottocento realizzata secondo i modelli dei Revival architettonici. L’architetto  Arborio Mella guarda ai modelli romanici lombardi e bizantini e realizza la chiesa per San Giovanni Bosco a partire dal 1878. 

  • Giovedì 16 maggio ore 13,30: Tesori artistici medievali di Avigliana

Inizieremo dalla chiesa cimiteriale, e antica parrocchia di San Pietro che presenta una serie di cicli affrescati al suo interno. La decorazione ad affresco è l’esito di stratificazioni che vanno dall’ XI al XVII secolo. Sono presenti interventi attribuiti all’alessandrino Giacomo Pitterio, alla bottega pinerolese dei Serra e ad Antoine de Lony.Dopo una breve passeggiata verso il centro storico del borgo entreremo nella parrocchiale di San Giovanni che ci apparirà come una pinacoteca ricca di opere di Defendente Ferrari e Gerolamo Giovenone, Il percorso ci porterà infine sulla piazza Conte Rosso, cuore pulsante del borgo nel Medioevo e a poca distanza si potrà ammirare una delle porte della cinta muraria decorate con formelle di laterizio, restaurate da D’Andrade a fine Ottocento.

 

  • Mercatino di Pasqua APR pro-restauri, sabato 6 e mercoledì 10 aprile

Sabato 6 aprile dalle 10 alle 18 e mercoledì 10 aprile dalle 15 alle 18, presso la Sede APR, si terrà l’edizione pasquale del Mercatino pro-restauri APR, appuntamento che propone oggetti e gadget creati dalle volontarie dell’Associazione “Amici di Palazzo Reale”, il cui ricavato – come nelle passate edizioni- andrà al restauro di un’opera d’arte di Palazzo Reale. Un pensiero pasquale originale e “a buon fine”!

Vi aspettiamo, Buona Pasqua a tutti!

 

  • Fondazione AccorsiOmetto, Mostra Giovanni Migliara”, giovedì 28 marzo e 4 aprile

 

La Fondazione AccorsiOmetto rende omaggio ad un altro importante pittore piemontese dell’Ottocento: Giovanni Migliara  (Alessandria 1785-Milano 1837).

Introdotti in sala conferenze e guidati da Luca Mana andremo ad ammirare la mostra, curata da Sergio Rebora,che intende evidenziare uno dei temi centrali della ricerca dell’artista, quello del viaggio, intrapreso lungo città e luoghi del territorio italiano e restituito attraverso la raffigurazione emblematica di monumenti e di paesaggi. La rassegna comprende un centinaio di opere, tra dipinti a olio, acquarelli, tempere, disegni e sofisticati  fixès sous verre (miniature a olio su seta applicata su vetro) Oltre alle immagini di chiese e di vie cittadine, spesso animate da vivaci personaggi, sono presenti scene che riflettono episodi storici del momento. Numerose le rappresentazione di interni conventuali e monastici di gusto troubadour, di scene popolari “alla fiamminga” e di “capricci” paesaggistici dì lontana ascendenza settecentesca, ispirati alla Venezia di Canaletto e di Guardi.

 

  • Musei Reali-Galleria Sabauda, Mostra Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro”, martedì 7 maggio (data e orario da confermare)

 

Nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda, i Musei Reali organizzano una grande mostra “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro“, a cura di Enrica Pagella, Francesco Paolo Di Teodoro, Paola Salvi.

Il percorso espositivo, che comprende circa cinquanta opere databili all’incirca tra il 1480 e il 1515, ruota intorno a un nucleo di disegni autografi conservati alla Biblioteca Reale.  Tra questi spiccano alcuni che sono in relazione a celeberrime opere del genio toscano, come i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo  studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, oltre allo straordinario Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo e al Codice sul volo degli uccelli. La mostra indagherà la figura e l’opera di  Leonardo anche in relazione ad altri maestri del Rinascimento. Saranno quindi esposti lavori di altri grandi artisti come i fiorentini Andrea del Verrocchio e Pollaiolo, i lombardi Bramante e Boltraffio, fino a Michelangelo e a Raffaello. Suddivisa in diverse sezioni, la mostra offrirà diverse chiavi di lettura, presentando una panoramica completa ed esaustiva rispetto alle ricerche condotte da Leonardo tra arte e scienza. 

 

  • L’area archeologica della Nuvola Lavazza, giovedì 30 maggio

 

Durante i lavori di scavo per la realizzazione del nuovo centro direzionale Lavazza, l’assistenza da parte degli archeologi ha portato a individuare, nell’angolo tra corso Palermo e via Ancona, i resti di una chiesa funeraria risalente ai primi secoli del Cristianesimo e sviluppata a sua volta sopra le strutture di una precedente necropoli.

Il progetto Nuvola è stato modificato con l’obiettivo di tutelare questa inattesa e importante scoperta. La chiesa, a navata unica di 12,70 metri per 20 metri, è caratterizzata da una serie di tombe sia all’interno che all’esterno del suo perimetro. La datazione del complesso non è semplice, ma le sue caratteristiche architettoniche suggeriscono il periodo tra la seconda metà del IV secolo e il V secolo d.C. Potrebbe essere la chiesa dedicata a San Secondo martire, le cui reliquie furono spostate all’interno delle mura della città, quando fu minacciata dall’invasione saracena, all’inizio del X secolo. L’area archeologica individuata ha un’ampiezza di 1.600 metri quadrati, di cui 400 sottostanti il nuovo centro direzionale Lavazza. Una vetrata a livello della strada e un’illuminazione scenografica consentiranno ai passanti la vista d’insieme dei resti della basilica

 

  • RISERVATO ai Soci Volontari-Benemeriti-Fondatori-Benefattori: “Villar Perosa, Parco di Villa Agnelli”, giovedì 13 giugno – IN ATTESA DI RICONFERMA DEFINITIVA –

Grazie all’interessamento della consocia Gabriella Bona Camerana, andremo alla residenza privata della famiglia Agnelli a Villar Perosaa visitare il bellissimo parco, che ospita rare piante ornamentali. .N.B. La famiglia Agnelli chiede cortesemente che il gruppo non sia superiore alle 30 persone, la visita sarà guidata dal capo giardiniere Fabrizio Arena e avrà la durata di un’oretta e mezza. Al termine verrà offerto un caffè in piscina.

In origine era una casa di caccia, edificata dai conti Piccone, signori della Val Perosa, che ad inizio ‘700, modificarono una più antica cassaforte medioevale, di cui rimane solo una vecchia torre, ricostruita parzialmente e situata nel parco. Come la vicina chiesa di S. Pietro in Vincoli, la villa è in stile barocco, ed attribuita all’architetto Filippo Juvarra, celebre architetto vissuto alla corte di Vittorio Amedeo 11. La villa cambiò numerosi proprietari nei suoi trecento anni di storia: nel 1758 passò, con i suoi terreni, ai Gamba di Maretto, poi ai Turinetti di Priero, ed infine agli Agnelli. Gli Agnelli, ricchi commercianti di gelso e meli, acquistarono la villa intorno al 1850. Nella villa nacque, nel 1866, il Senatore Giovanni Agnelli, futuro fondatore della Fiat. La facciata dell’edificio ricorda il castello di Madama Reale a Torino, ed è stato mantenuto tale fino ad oggi, nonostante alcuni interventi di ampliamento e restauro, oltre ai danni provocati dal bombardamento del 1944. All’interno della villa sono raccolte numerose preziosità, tra cui una famosa galleria cinese. L’enorme parco è un altro elemento che contraddistingue la tenuta: col tempo è stato sempre ampliato, soprattutto su volere delle donne della famiglia Agnelli; nel corso degli anni, ogni generazione ha lasciato un segno nel giardino, e le varie parti sono state mantenute intatte ancora oggi, che continua ad essere punto di svago e ritrovo per la famiglia.

Per rimanere nelle 30 persone “tassative”, abbiamo dovuto limitare la visita ai Soci Volontari, Benemeriti, Fondatori, Benefattori, con la speranza di replicarla il prossimo anno ed estenderla ai Soci Sostenitori.

 

  • Villa Bria, martedì 18 giugno

 

Guidati dall’arch. G.Furnari,  curatore del restauro storico e architettonico, andremo alla scoperta di Villa Bria.

 Il primo incontro con Villa Bria è di grande impatto scenico. L’ingresso principale conduce alle Sale delle Fondazioni e ai due scaloni che, speculari, creano un quadro elegante e armonioso. Alla sommità, la Residenza principale, costituita di tre piani fuori terra. A completarne la bellezza, la Cappella consacrata a San Carlo Borromeo e le due Gallerie laterali che corrono parallele, creando una corte intima e raffinata. Villa Bria sorge su un pianoro, con uno spettacolare affaccio sulla valle circostante, dove l’occhio si perde dal verde delle colline fino al bianco dei monti. In una posizione strategica, a circa 18 km dal centro di Torino, ma immersa nella natura. Villa Bria ha giocato un ruolo rilevante negli eventi storici degli ultimi 400 anni. Proprio qui, nel 1631, si incontrarono gli ambasciatori di Ferdinando I Duca di Mantova e Marchese di Monferrato, Carlo Emanuele I, Luigi XIII Re di Francia e il Cardinale Richelieu per siglare il trattato che pose fine alla seconda guerra del Monferrato.

  • Bordighera, storia ed incontri di civiltà. Sulle orme di Charles Garnier, Monet, Clarence Bicknell, martedì 16 luglio

Un itinerario affascinante, in un periodo dell’anno per noi APR inconsueto, guidato dalla consocia e Delegata Fai di Bordighera Deanna Mangatia, che ci aprirà tante porte normalmente chiuse, alla scoperta delle meraviglie nascoste di  Bordighera:  Chiesa di S. Maria Maddalena e centro storico con pineta, Museo- biblioteca Clarence Bicknell, Chiesetta di Sant’ Ampelio, Villa Garnier, Villa Etelinda, residenza reale della Regina Margherita che vi soggiornò sino al 1916.

Bordighera ha una storia antica, pre-romana, anche se non sono più visibili tracce, ma si sviluppa in un tipico territorio ligure sia sulla collina che sulla “marina”, con testimonianze importanti dei vari passaggi fin da epoca antichissima fino all’inizio del ‘900. Il nostro itinerario toccherà innanzitutto la Chiesa di Santa Maria Maddalena, nella città vecchia, all’interno della cinta muraria pentagonale eretta a difesa degli attacchi saraceni, un pregevole esempio barocco e l’intitolazione alla Maria di Magdala  ci riporta al concetto di accoglienza di una ” profuga” arrivata dalla Palestina fino alle coste francesi della Camargue. Nella chiesa un organo secentesco di cui si potrà vedere la pancia, ossia il retro ed il suo funzionamento con argani e varia tecnologia. Inoltre nella chiesa una magnifica statua lignea del Maragliano nonché i resti del santo patrono di Bordighera, il Santo Ampelio, un fabbro arrivato nel V secolo anch’esso dal mare, dalla Tebaide, che portò, insieme alla parola di Dio, il seme della palma. Lo scenario naturalistico di tutto il ponente ligure ne è risultato cambiato, tanto è vero che Bordighera chiamata città delle palme, (come Mentone è città dei limoni e Nizza città delle arance) veniva considerata più “Palestina che Italia” (citazione di Charles Garnier, il famosissimo architetto autore dell’ Opera di Parigi, che visse a Bordighera e vi realizzò importanti opere). Se dal “paese alto” scendiamo verso il mare, a piedi, percorrendo via Charles Garnier raggiungiamo un’altra testimonianza importante che ha reso Bordighera famosa nel mondo. Villa Garnier, la residenza del celebre architetto. Bianca, slanciata, con una torretta-belvedere, affacciata sul mare, all’interno di un giardino botanico dove esistevano più di 600 specie. Esiste nel giardino una colonna delle Tuileries fatta portare dallo stesso Garnier. La villa ed il giardino sono visitabili in determinate ore poiché è residenza per ferie ed appartiene all’ordine delle Suore di San Giuseppe di Aosta. Risaliamo sulla “spianata del Capo” dove termina la città vecchia e dove ci attende il bus che ci porta al mare, sul Capo di Sant’Ampelio, un promontorio che si prolunga sul mare, in un punto panoramico splendido, vicino al porticciolo, dove troviamo la chiesetta di SantAmpelio sorta dove esisteva la grotta dove approdò e visse il santo anacoreta. Gli inglesi a Bordighera hanno veramente lasciato importanti opere quali la chiesa anglicana, ora sede di esposizioni ed eventi culturali, la biblioteca internazionale, il primo circolo del tennis italiano del 1878 e secondo in Europa-il Bordighera Lawn Tennis, il Museo Bicknell…

Dopo la pausa pranzo, nel primo pomeriggio lasciamo il mare e con il bus percorriamo la via Romana, importante viale alberato ai piedi della collina dove esistevano le ville e gli hotel più belli realizzati dagli inglesi. Lì incontriamo e visiteremo il museo- biblioteca Bicknell che contiene una importante raccolta di acquerelli, di farfalle, di sculture rupestri, tutto realizzato da Clarence Bicknell figura rilevantissima e di riferimento per tutta la comunità inglese, religioso, matematico, archeologo ed antropologo, pittore, botanico, esperantista. Il museo è inserito in un giardino botanico dove ammireremo due alberi monumentali classificati a livello italiano dal corpo forestale dello Stato e vedremo un tratto della antica via Romana, la via Julia Augusta. Basterà attraversare la strada e raggiungiamo infine la Villa Etelinda, ex villa Bischoffsheim dal nome dell’originario committente e proprietario, nonché filantropo di origine tedesca Raphael Bischoffsheim, aperta eccezionalmente per noi grazie alla nostra consocia. É’ importante opera di Garnier, inserita in un grande giardino opera del botanico tedesco Ludvig Winter, giardiniere e collaboratore di Thomas Hanbury, ma soprattutto residenza reale della regina Margherita che fu molto spesso ospite della villa con l’unico figlio Vittorio Emanuele Ferdinando, con la madre Maria Elisabetta di Sassonia, duchessa di Genova e, nel 1878, con il marito Umberto I dopo l’attentato di Passanante. Nel 1914 la villa venne acquistata dalla regina madre che lì soggiornò fino al 1916 quando poi si spostò nell’attigua residenza reale, la villa Regina Margherita (dove visse e poi mori nel 1926). I giardini delle due ville sono comunicanti. Successivamente la villa Etelinda fu donata all’Associazione Nazionale Famiglie dei caduti e dei reduci di guerra, attuale propietaria.La villa Etelinda, così come pure il centro storico di Bordighera con il suo campanile, la collina, gli ulivi, venne più volte rappresentata e realizzata “en plain air” dal pittore impressionista Claude Monet  che nel 1884 soggiornò a Bordighera colpito dalla sua luce. Queste vedute sono esposte al Museo d’Orsay di Parigi, al Santa Barbara Museum, all’Hammer Museum di Los Angeles, nonché in collezioni private.

Ritrovo:  a Sanremo ore 9,15 davanti alla vecchia stazione, trasferimento a Bordighera con bus privato. Rientro a Sanremo per le ore 18.

N.B. Possibilità di organizzare con la Travelquick (Luca, tel. 011 4546268) treno da Torino, pernottamento e cena a Sanremo

  • NEWS settembre 2019: Matera, Capitale della Cultura 2019: date e programma in via di definizione