Circolare 3.2022
Programma culturale e sociale APR
autunno – inverno 2022
La Segreteria APR è aperta – a partire da martedì 13 settembre–
il martedì e mercoledì ore 15/17,30 e il sabato ore 10/13 presso la Sede di via San Domenico, 28
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Grande evento APR a Palazzo Reale
lunedì 17 ottobre 2022 ore 17
Sala da ballo al secondo piano di Palazzo Reale
Presentazione dei tre restauri a cura APR
completati tra il 2021 e il 2022 ora collocati nei percorsi di visita a Palazzo Reale
– Andrea Gastaldi, il quadro L’imperatore Barbarossa dopo la disfatta di Legnano
– Giovanni Battista Galletti, Pregadio
– Gabriele Capello, Modello della facciata di Palazzo Reale
Palazzo Reale
Programma
– intervento introduttivo della Direttrice MRT Enrica Pagella
– intervento del Presidente APR Giuseppe Fragalà
– breve intervento di Andrea e Gabriella Bona, autori della donazione a favore di APR in ricordo dei Consoci Matilde Bona e Graziella Pastore
– breve inquadramento storico artistico delle tre opere restaurate, a cura di Lorenza Santa e Franco Gualano, curatori delle collezioni d’arte
– interventi sintetici delle due ditte di restauro Koinè e Franchino
Al termine visita alle tre opere collocate a Palazzo Reale:
- Galleria della Sindone (Gastaldi)
- Prima sala della Tribuna adiacente la Cappella Regia (Galletti)
- Appartamento Principi Forestieri, Ex Biblioteca (Capello, Modello della facciata)
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
segreteria@amicipalazzoreale.it / vicepresidenza@amicipalazzoreale.it
- Le Conversazioni APR
Continua il ciclo di Conversazioni che la nostra Associazione offre ai Soci APR, al di là degli schemi accademici ed istituzionali, come momento di studio e di riflessione su temi concernenti direttamente o indirettamente il Palazzo Reale di Torino e le altre Residenze Sabaude Piemontesi.
- Mercoledì 12 ottobre, ore 17,30 conversazione a due voci a cura di Maria Carla Visconti e Lorenza Santa su “L‘intervento di Domenico Ferri nell‘Appartamento Reale del Castello di Moncalieri“
- Mercoledì 23 novembre, ore 17,30 Alessandro Milan e Simone Milan presentano il loro libro “ Il Real Castello di Racconigi 1901-1914. Soggiorni reali al tramonto della Belle epoque”
Appuntamento alle ore 17,30 presso la Sede APR (via San Domenico 28, sala multimediale al piano terreno)
Ingresso libero riservato ai Soci APR previa prenotazione a segreteria@amicipalazzoreale.it
- Moncalieri, Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, mostra “Arte Sabauda e Carabinieri Reali”, venerdì 9 settembre
Guidati da Luca Piovano, ritorneremo al Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, dove è organizzata la visita alla mostra “Arte Sabauda e Carabinieri Reali”.
Accompagnati dagli Amici del Real Castello e del Parco di Moncalieri, attraverseremo l’ampio atrio affrescato dal pittore Angelo Moja, allievo del “decoratore dei Regi Palazzi Pelagio Palagi, per raggiungere le sale auliche, le preziose collezioni naturalistiche e di strumenti scientifici custodite dai Padri Barnabiti e la specola, dove si cela lo studio di Padre Francesco Denza.
La mostra racconta la storia dell’Arma dei Carabinieri dalla sua fondazione – testimoniata dalle Regie Patenti di Vittorio Emanuele I del 13 luglio 1814 (esposte in una vetrina) – fino al 1946, anno del referendum che sancì il passaggio da Monarchia a Repubblica. A ricordo di tale momento è in mostra un’urna elettorale accanto all’uniforme appartenuta all’ultimo Comandante dei Corazzieri Reali, Giovanni Riario Sforza, da cui Umberto II si congedò partendo per l’esilio. Vincenzo Panza e Fabrizio Bava, appassionati di storia, nel tempo hanno raccolto questa eccezionale collezione di cimeli storici inerenti la storia sabauda e la storia militare.
Iscrizioni aperte
- Valle d’Aosta, i Castelli di Aymavilles e Sarre, giovedì 22 settembre
Come primo momento di incontro APR “fuori porta” dell’autunno 2022, un itinerario di studio in Val d’Aosta, alla scoperta di due fantastici castelli. Andremo ad ammirare l’elegante Castello di Aymavilles, che ha riaperto da poco le sue porte al pubblico dopo un integrale intervento di restauro grazie al quale spicca il suo colore candido tra la verde natura della Valle di Cogne. A rendere così inconsueto questo maniero è la sua estetica che unisce l’austerità dello stile medioevale alla fastosità del barocco: la tipica struttura architettonica medievale ben si coniuga con le sue severe quattrocentesche torri cilindriche e i pregevoli strucchi delle facciate.
Il castello di Aymavilles è situato nell’omonimo comune in Valle d’Aosta, su una collina circondata da vigneti lungo la strada per Cogne. Un castello unico nel suo genere che concentra nel suo aspetto esteriore fasi medievali e barocche, frutto delle iniziative architettoniche dei diversi membri della famiglia Challant che nel corso dei secoli hanno adattato l’edificio alle esigenze e al gusto dell’epoca. Risalgono al XIII secolo le prime testimonianze circa l’esistenza del castello, semplice costruzione formata da un unico blocco di muratura a una pianta rettangolare, con ogni probabilità circondata da una cinta muraria. Nel 1565 il castello passa nelle mani di una famiglia trentina, i Madruzzo, legata ai signori valdostani attraverso il matrimonio di Isabelle de Challant con Giovanni Federico Madruzzo, per poi ritornare nel patrimonio degli Challant alla fine del 1600. Una grande campagna ricostruttiva risale all’epoca di Joseph-Félix de Challant quando, tra il 1713 e il 1728, gli spazi compresi tra le quattro torri angolari sono uniti dalle logge, decorate con eleganti elementi a stucco, e i vani interni della dimora vengono notevolmente trasformati. Nel corso dei secoli XIX e XX, in seguito ai diversi passaggi di proprietà successivi all’estinzione degli Challant (Maria Teresa di Challant muore nel 1837; suo figlio Vittorio Cacherano della Rocca nel 1857), il castello subisce numerosi rimaneggiamenti interni, legati al suo utilizzo quale sede delle villeggiature estive da parte di famiglie piemontesi e liguri.
Dopo la pausa pranzo in un tipico ristorante valdostano, andremo a riscoprire il Castello di Sarre, residenza di caccia dei primi Re d’Italia,uno scrigno di trofei, bizzarri corredi monumentali e decorativi che ben testimoniano la realtà delle battute di caccia dei Reali. La sala più eclatante è sicuramente la galleria delle Corna, una sala interamente tappezzate di corna di stambecco, tanto amata dal Re Umberto I.
Il Castello reale di Sarre sorge in località Lalex, su un promontorio che domina la piana aostana sopra la strada statale per il Monte Bianco, poco oltre il bivio per Cogne. Costruito nel 1710 da Giovanni Francesco Ferrod di Arvier sui resti di una casa forte del 1242, dopo vari passaggi di proprietà fu acquistato nel 1869 dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, che lo ristrutturò e lo utilizzò come residenza durante le sue battute di caccia in Valle d’Aosta. Il castello, che si presenta come un corpo longitudinale con una torre quadrata posta nel centro, può essere considerato un museo della presenza sabauda in Valle d´Aosta. Per ospitare il primo re d’Italia la dimora subì alcune modifiche, tra le quali la sopraelevazione della torre e la costruzione di una nuova scuderia. Anche il successore di Vittorio Emanuele, Umberto I (1844-1900) destinò il castello alpino ad usi legati al loisir venatorio.Negli ultimi anni del suo regno, Umberto I rivolse una particolare attenzione alla residenza di Sarre, di cui promosse il rinnovamento interno. Tra i lavori realizzati in quell’occasione, figurano le importanti campagne decorative degli ambienti monumentali, ornati con trofei di stambecco e di camoscio. Il castello fu rifugio temporaneo della Principessa Maria Josè e dei suoi figli dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, prima del loro trasferimento in Svizzera. Nel 1989 la Regione Valle d´Aosta ha acquistato il complesso per restaurarlo. Al piano terra la Galleria d’accoglienza ospita i ritratti, dipinti o scolpiti, dei componenti della stirpe sabauda; le altre sale sono invece dedicate alla caccia e illustrano l’organizzazione e le tecniche con cui tale attività era esercitata dalla corte..
Iscrizioni aperte sino ad esaurimento dei posti disponibili
- Le visite APR riservate ai SOCI
A partire da gennaio 2022 l’Associazione “Amici di Palazzo Reale” – lasciato dopo 27 anni Palazzo Reale -, si è dedicata alle visite – a cura dei volontari APR – a quattro eccezionali luoghi di meraviglie:
Palazzo Chiablese, Villa della Regina, Castello di Agliè, Museo Diocesano.
Per far conoscere ai nostri soci questi luoghi eccezionali, abbiamo pensato di proporre alcune possibilità di visite a loro dedicate e precisamente:
· Palazzo Chiablese: visite il lunedì alle 16,30 – il giovedì alle 17,15 – il venerdì alle ore 15,30 Ingresso e visita APR gratuiti, gradita un’offerta pro-restauri arredi di Palazzo Chiablese, prenotazioni ai contatti. APR 344 1929643 oppure palazzochiablese@amicipalazzoreale.it
· Villa della Regina: visite venerdì 23 settembre ore 15,30 e sabato 8 ottobre ore 10,30 Ingresso e visita APR gratuiti con Tessera Abbonamento Musei. Prenotazioni alla mail APR: segreteria@amicipalazzoreale.it
- Museo Diocesano: visite lunedì 19 settembre ore 16 e venerdì 7 ottobre ore 10,30. Ingresso e visita APR gratuiti con Tessera Abbonamento Musei. Prenotazioni alla mail APR: segreteria@amicipalazzoreale.it
- Castello di Agliè: visite ai giardini, serre, scuderie riservate ai Soci APR sabato 24 settembre ore 10. Ingresso e visita APR gratuiti con Tessera Abbonamento Musei. Prenotazioni alla mail APR: segreteria@amicipalazzoreale.it. Trasferimento libero
Info: segreteria@amicipalazzoreale.it oppure presso la Sede APR in via San Domenico 28
Ø “Vedere per capire la storia: la Cineteca Reale dell’Associazione Amici di Palazzo Reale“, autunno-inverno 2022
Con l’autunno-inverno 2022, grazie alla nuova Sede APR di via San Domenico 28 ed alla Sala multimediale della Confraternita del SS. Sudario, riprendiamo il ciclo di appuntamenti sociali, attivato nel lontano 2008, “Archivi di Celluloide: La Cineteca Reale dell’Associazione “Amici di Palazzo Reale”, un progetto fortemente voluto da questa Associazione al fine di approfondire in modo dinamico la conoscenza delle Residenze Sabaude, in ossequio alle proprie finalità statutarie.
L’impegno costante di alcuni volontari APR, ha visto infatti la creazione di un archivio – Archivi di Celluloide – costituito da un insieme di film e documentari storici dell’Istituto Luce, intesa come una raccolta di materiale sulle Residenze Sabaude, che hanno come denominatore comune il rapporto del mondo giornalistico e cinematografico con le predette residenze piemontesi. La ricerca attenta in archivi specializzati pubblici e privati ha portato la Cineteca Reale APR, a conservare e custodire una considerevole “collezione” di filmati storici e recenti che, su questo tema, privilegino un nuovo approccio metodologico di analisi storica. Il marchio “Cineteca Reale” è stato a suo tempo registrato.
- Mercoledì 19 ottobre inizieremo le proiezioni con uno dei cult-movie di fine anni ’60, un film di Peter Collinson “Un colpo all’italiana (The Italian Job)”, una pellicola d’azione ricca di ironia – anche solo nell’uso delle musiche, firmate da Quincy Jones – e ben interpretata da un cast ottimamente miscelato con Rossano Brazzi, Michael Caine, Robert Powell, Raf Vallone, Noel Coward, Maggie Blye, David Kelly, Lelia Goldoni. Genere Commedia, colore 101 minuti. – Produzione Gran Bretagna 1969.
Trama: un ex detenuto (N. Coward) di alto ingegno criminoso escogita un piano per il furto di 4 milioni di dollari in lingotti d’oro, depositati dal governo di Pechino alla Fiat di Torino per la costruzione di uno stabilimento in Cina. Il colpo è eseguito da complici a bordo di tre Mini Minor dopo aver provocato per mezzo del computer il più grande ingorgo automobilistico del secolo. Scritto da Troy Kennedy Martin (da un suo romanzo), è un action movie in cadenze comiche che ebbe un grande successo di pubblico nel Regno Unito, contribuendo alla fama – e alle vendite – delle Mini Minor. Caine e Coward spiccano in un’affiatata squadra di interpreti. Le tre Mini Minor ingaggiano con la polizia un lungo e spettacolare inseguimento per le strade, le gallerie, lo scalone di Palazzo Madama, ed… i tetti di Torino (Lingotto), già immersa nel traffico del dopo boom economico. Lontana dalle ricostruzioni digitali di oggi la spettacolarità è tutta affidata agli stuntmen, con risultati davvero sorprendenti.
L’Associazione ha acquisito questo film per la propria Cineteca per le numerose citazioni di “residenze sabaude” con particolare riguardo a Palazzo Madama ed a Villa della Regina, i cui interni compaiono per la prima volta in una pellicola cinematografica suggerendo un interessante confronto fra lo stato della Villa prima e dopo i restauri.
- Mercoledì 16 novembre proietteremo “La puttana del Re“, un film di Alex Corti, con Valeria Golino, Timothy Dalton, Stéphane Freiss, Lea Padovani, Arnoldo Foà, Venantino Venantini, Charles Borromel, Ugo Fangareggi, William Berger, Paolo Paoloni, Anna Bonaiuto, Milly Corinaldi, Federico Pacifici, Leonardo Ruta, Caterina Vertova. Genere Storico, colore 138 minuti. – Produzione Italia, Francia, Gran Bretagna 1990.
Trama: la contessa Jeanne de Luynes, moglie del conte di Verrua, diventa la favorita di Vittorio Amedeo II (1666-1732), re di Sicilia e poi di Sardegna , finché, attraverso varie peripezie politiche e sentimentali, il rapporto si trasforma in passione. Tratto da un romanzo di Jacques Tournier e diretto dall’austriaco A. Corti, è una megaproduzione europea di cappa e spada, amore e odio, girato in gran parte tra Rivoli, Stupinigi e Palazzo Carignano a Torino, con una vena anticlericale e una successione di scene magniloquenti e fastose. Accanto al gallese T. Dalton (Shakespeare a teatro, Bond e Cristoforo Colombo al cinema), la scattosa V. Golino, picchiata dal regale amante o butterata dal vaiolo, avrebbe meritato il premio per la migliore attrice stoica dell’anno.
Al di là del giudizio positivo o negativo sulla fantasiosa interpretazione della storia sabauda narrata dal regista, sono molto belle le riprese interne ed esterne effettuate in edifici storici del Piemonte (Cappella dei Mercanti, Reggia di Venaria ecc. )
- Mercoledì 18 gennaio proietteremo “Il Divo”, un film del 2008 scritto e diretto da Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, … basato sulla vita del senatore Giulio Andreotti negli anni novanta, durata 110 min
Trama Il film parla della vita di Giulio Andreotti, protagonista della storia politica italiana per decenni, nel periodo tra 1991 e 1993, a cavallo tra la presentazione del suo VII governo e l’inizio del processo di Palermo per collusioni con la mafia. Anche se è ambientato a Roma, dove il divo Giulio Andreotti viveva, il regista Sorrentino ha voluto girare molte scene a Torino: il Palazzo Reale di Torino, il cortile della casa di Andreotti è quello di Palazzo Saluzzo Paesana in via della Consolata; la villa di Ciarrapico è in realtà Palazzo Birago di Borgaro in via Carlo Alberto; il palazzo dell’avvocato di Andreotti è il già citato Palazzo dei Draghi in corso Francia.
- Mercoledì 15 febbraio proietteremo “Ferdinando e Carolina”, un film diretto da Lina Wertmüller, ambientato nella Reggia di Caserta, e in altri luoghi che rimandano ai fasti delle corti borboniche del Settecento. Un film con Mario Scaccia, Isa Danieli, Sergio Assisi, Gabriella Pession, Silvana De Santis. 1999, durata 102 minuti. Quasi tutte le scene degli interni, furono girate nelle Residenze Sabaude come il Palazzo Reale di Torino, Castello di Racconigi, Reggia di Venaria e Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Trama Sul finir della sua vita l’anziano Ferdinando di Borbone rievoca morente le follie giovanili, e il suo iniziale odio e poi amore per Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Alla fine però i due si riappacificano e finalmente danno al mondo l’erede maschio
- Mercoledì 8 marzo “Filmati e documentari dell’Istituto Luce”, commentati a cura APR
L’unicità del carattere di questa cineteca ha permesso di riunire, in un unico nucleo, filmati, alcuni di essi assolutamente inediti e quindi preziosi, che permettono di proiettarci in un contesto storico a noi ormai lontano, di cui, in alcuni casi, si sono perse le memorie. L’aiuto che “l’immagine in movimento” offre, può e vuole quindi essere un supporto utile a quegli studi mirati portati avanti da studiosi e semplici appassionati.La Cineteca pertanto, se pur nel suo limite “naturale”, vuole promuovere questo patrimonio che la storia del filmato ci ha trasmesso e che in molti casi, pur non volendo forse, documenta una realtà storica ormai diversa, se non addirittura persa. Gli esempi clamorosi degli spettacoli al Teatro Regio prima del drammatico incendio, delle nozze del duca di Genova con la contessa di Ricaldone del 1938 a Palazzo Reale, la preparazione alla mostra del Barocco Piemontese del 1937 a Palazzo Carignano, di cui addirittura non esiste, perché mai pubblicato, un catalogo ufficiale, o l’arrivo a Palazzo Madama nel 1937 della bellissima peota “Bucintoro” appartenuta a Carlo Emanuele III o, ancora, l’inaugurazione della mostra nel 1963 sul Barocco Piemontese, preceduta da fascinose e sognanti sfilate di alta moda degli anni Quaranta alternate a ricche mostre su gioielli a Palazzo Chiablese, che testimoniano più di ogni altro documento la realtà effettiva del passato, ben diversa dalla cronistoria più recente che vuole invece privilegiare una scelta legata più all’aspetto museale delle stesse residenze, nella conservazione, nel restauro e nella promozione di antichi spazi ormai entrati a far parte della nostra quotidianità di visitatori.
Ritrovo: via San Domenico 28, piano terreno Sala Multimediale, ore 17,30
Iscrizioni aperte sino ad esaurimento dei posti disponibili nella sala
- Alla scoperta degli angoli nascosti di Torino, autunno-inverno 2022
Prosegue il filone di visite a cura di Giulia Piovano, volontaria e membro del Consiglio Direttivo APR, che continuerà ad illustrarci e a svelarci alcuni angoli nascosti, forse meno noti, ma non per questo privi di fascino e storia, della nostra città. Ciascun percorso sarà l’occasione per una piacevole passeggiata di circa due ore, durante la quale saranno raccontati aneddoti, fatti di cronaca e aspetti storici di Torino.
Scopriremo:
- Toward 2030, giovedì 13 ottobre
Dal 2017 alcuni palazzi di Torino ospitano murales dedicati agli obiettivi programmatici dell’agenda ONU per lo sviluppo sostenibile. Lavazza Group e Comune di Torino hanno incaricato 18 artisti di illustrare un obiettivo ciascuno utilizzando il linguaggio della street art. Partendo dunque dal Museo Lavazza (senza entrare in Museo) andremo alla ricerca delle opere presenti in città, spiegandone il significato e il linguaggio artistico utilizzato.
- Visita in esclusiva: il rifugio antiaereo di piazza Risorgimento, giovedì 10 novembre
Tra il Martinetto, ex poligono di tiro diventato sede delle esecuzioni agli antifascisti, a piazza Risorgimento, a metà degli anni ’90 del secolo scorso durante i lavori di realizzazione del parcheggio interrato, è stato riscoperto casualmente il rifugio antiaereo di piazza Risorgimento uno tra i più ampi ricoveri di Torino contro i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, realizzato con sistemi antibomba in calcestruzzo e con muri spessi fino a 80 cm, che poteva ospitare 1150 persone, quasi 2000 nei momenti di maggior pericolo.Avremo la possibilità di visitare in esclusiva, accompagnati da una guida del Museo della Resistenza, i circa 550 mq del rifugio, dove ancora sono ben visibili le testimonianze di chi ha vissuto quei tragici momenti
- Torino dal 1922 al 1945, giovedì 15 dicembre
Dalla presa di potere di Benito Mussolini nel 1922 al termine della seconda Guerra Mondiale nel 1945, Torino ha vissuto momenti di grande trasformazione e innovazione, come il rifacimento di via Roma, e di grandi distruzioni, come quelle causate dai bombardamenti aerei che hanno colpito la città. Il centro storico è stato protagonista di entrambi i momenti e, sebbene ormai entrati nella quotidianità e per questo mimetizzati, sono ancora ben evidenti i danni che hanno portato alle ricostruzioni di grandi lotti di edifici storici. Accompagnati dalla lettura di alcuni autori del Novecento si osserveranno palazzi, piazze e strade con gli occhi di chi ha vissuto a Torino in quel periodo.
Punto di ritrovo: ore 10 Piazza CLN
Punto di fine percorso: Piazza Vittorio Veneto
- Borgo San Donato, giovedì 12 gennaio
Proseguendo l’approfondimento dei quartieri torinesi, andiamo alla scoperta di San Donato, borgo tra i più antichi, fuori dalle mure cittadine, più densamente abitato e luogo di origine di molte fabbriche e produzioni industriali. Dalla Caffarel alla Talmone, dalla Leone alla Metzger e alla Caratsch, dalle Ferriere Teksid alla Michelin tante sono state le attività che qui hanno visto l’inizio e il successo delle loro produzioni. Senza dimenticare Santa Zita e l’Istituto Faà di Bruno, il Liberty e gli antichi mulini che davano anticamente il nome alla zona.
Punto di ritrovo: ore 10 Largo Cibrario (aiuola vittime dello Statuto)
Punto di fine percorso:Corso Tassoni 56 (ex Mulini Feyles)
- Castello di Agliè e Castello di Masino, sabato 15 ottobre
Una bella giornata nel Canavese a riscoprire due eccellenze del territorio sabaudo: il Castello di Agliè e il Castello di Masino.
Il Castello di Agliè Una storia lunga sette secoli, che ha visto il passaggio di duchi, principi e re: già proprietà dei marchesi San Martino, vanta un antico e nobile passato, testimoniato dalla varietà degli allestimenti che ancora caratterizzano appartamenti e giardini.Circondato da un parco con alberi secolari e grandi serre, il castello conta oltre 300 stanze con un patrimonio di arredi e collezioni prezioso ed eterogeneo, che spazia dai quadri ai reperti archeologici, fino alle sorprendenti raccolte ornitologiche e orientali.Il Salone da Ballo affrescato e la successione di ambienti d’epoca perfettamente conservati rendono il castello un trionfo di eleganza e splendore.
E al termine un inedito percorso ai giardini, alle serre e alle scuderie, una straordinaria visita entrata nel circuito APR da aprile 2022
Pausa pranzo in ristorante
Al pomeriggio ci sposteremo al Castello di Masino, proprietà del FAI.
A Masino una visita speciale, guidata da Luca Mana, un’occasione unica per ammirare le Sale del Castello e la Biblioteca dello Scalone, fra arredi, dipinti e volumi antichi.
Il Castello di Masino, a Caravino, fu per dieci secoli la residenza principale dei conti Valperga di Masino. Fino al Rinascimento venne difeso da alte mura e imponenti torri di guardia, poi abbattute per far posto a monumentali e splendidi giardini di fattezze romantiche e tipiche dell’Italia aristocratica. L’intero edificio è letteralmente ricoperto da affreschi, mobili di raffinatissima fattura e sede d’un museo di carrozze settecentesche davvero straordinario. Attualmente il castello è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano. La Biblioteca, che ha conservato intatto l’arredo settecentesco, testimonia ancora oggi il profondo amore dei Valperga per i libri, strumento di conoscenza e occasione di svago. La collezione libraria, esistente almeno dalla metà del Seicento, si è arricchita nel secolo successivo grazie agli acquisti internazionali del viceré Carlo Francesco II e di suo fratello Tommaso Valperga, abate di Caluso.
Massimo 20 soci
Iscrizioni sino ad esaurimento dei posti disponibili
- Fondazione Accorsi-Ometto, mostra “Rinascimento privato piemontese”, giovedì 27 ottobre
Una nuova imperdibile mostra targata Fondazione Accorsi-Ometto e curata da Luca Mana
Iscrizioni sino ad esaurimento dei posti disponibili
- NEWS “Nel Regno dei Borbone: Procida, capitale italiana della cultura 2022, Napoli ed Ercolano”, 3-6 novembre
Un nuovo tour APR nel regno dei Borbone, alla scoperta dei tesori di Napoli, con la visita alle nuove Gallerie d’Italia, recentemente inaugurate, nel palazzo progettato negli anni ‘30 del 900 da Marcello Piacentini per il Banco di Napoli sulla storica via Toledo, al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dove potremo ammirare un vagone del treno reale, al parco archeologico di Ercolano, a Villa Pignatelli Cortes, raro esempio di casa-museo donata nel 1955 allo Stato dalla principessa Rosina Pignatelli, al Teatro San Carlo, costruito nel 1737 su volontà del Re Carlo III di Borbone, all’isola di Procida, capitale italiana della cultura 2022, la più piccola delle isole del Golfo di Napoli.
Iscrizioni e programma a partire da lunedì 12 settembre presso la Travelquick- Luca (via Vela 33)
- Castello Procaccini di Chignolo Po, la Versailles della Lombardia e il complesso romanico di Lomello, sabato 12 novembre
In provincia di Pavia, guidati da Massimo Borghesi, andremo a scoprire il Castello di Chignolo Po, definito la Versailles della Lombardia e il complesso romanico di Lomello
Il Castello di Chignolo Po è un’elegante dimora storica immersa nelle campagne pavesi, di cui la parte più antica è la torre centrale, fatta edificare da Liutprando, Re dei Longobardi, per presidiare un lungo tratto del fiume Po sulla Via Francigena.L’affascinante Palazzina di Caccia, la scenografica Corte delle Arti e dei Mestieri, l’antica Armeria medioevale e l’originale Salone impero, il tutto immerso in un meraviglioso scenario agreste, fanno di questo monumento una delle più importanti dimore storiche italiane.Il Castello di Chignolo Po è una proprietà privata, dove con grande passione e cura dei dettagli viene garantito il mantenimento di tutta la struttura, facendone così un suggestivo luogo di storia, tradizioni e cultura, adatto per eventi unici ed indimenticabili.Il percorso barocco consente di ammirare la Palazzina di Caccia, il parco con i suoi terrazzi, il gazebo orientale e il gazebo occidentale, la scalea monumentale, la maestosa facciata barocca, il cortile d’onore, la cappella privata, le stanze con affreschi e stucchi di scuola tiepolesca, la biblioteca storica, l’antica cucina, le dispense e il camminamento del fossato.
Pausa pranzo in ristorante
A seguire il complesso romanico di Lomello, che ha dato il nome alla Lomellina.
La Collegiata di S. Maria Maggiore è considerata una delle massime realizzazioni della prima architettura romanica europea, in virtù della straordinaria carica sperimentale che essa esibisce sia sul piano progettuale che tecnico-costruttivo. Nel redigere la scheda sulla collegiata lomellina per il primo volume dell’Italia Romanica, Sandro Chierici scriveva: “arrivando oggi a Lomello non si può fare a meno di domandarsi come sia possibile che un luogo così fuori da ogni via di comunicazione possa vantare una delle più importanti basiliche romaniche del territorio lombardo”.
Iscrizioni sino ad esaurimento dei posti disponibili
- NEWS “Le nuove architetture e le suggestioni di Lucerna e Zurigo”, 2-4 dicembre
Accompagnati e guidati dal consocio arch. Stefano Vellano, che ci ha fatto scoprire le stupefacenti emergenze architettoniche di Milano (City Life, Expo 2015, Architetture cittadine nuove e recuperate tra business, design e cultura, Dal liberty all’eclettismo, Milano nuove architetture 2022”), di Londra, Barcellona, Berlino, andremo in Svizzera a visitare a Lucerna: il magnifico resort Burgenstock a 874 mt di altezza a picco sul lago di Lucerna, già luogo di villeggiatura dell’alta borghesia fin dall’inizio del secolo scorso, la parte centrale storica della città, con le visite di Kappelbrücke, il ponte in legno pedonale lungo 170 metri, costruito tra 1300 e 1333, della Chiesa barocca dei Francescani (Franziskanerkirche), del Ponte in legno della Pula (Spreuerbrücke), del museo che ospita la Collezione Rosengart, ubicata nel palazzo dell’ex Banca Nazionale Svizzera, che al suo interno custodisce la più grande collezione privata di opere di Picasso e Cézanne, Monet, Pissarro, Kandinsky, Chagall e Paul Klee.A Zurigo visiteremo il Pavilion Le Corbusier, la casa-testamento del celebre architetto,il Museo Nazionale e il nuovissimo Ampliamento, con le pregevoli collezioni dedicate alla storia culturale e alle arti decorative in Svizzera dalle origini sino ai giorni nostri
Informazioni e programma a partire da lunedì 3 ottobre presso la Travelquick (via Vela 33, ore 10-17)










