Dagli appartamenti reali di Palazzo Pitti, recentemente riaperti al pubblico e ritornati al loro originario splendore, dove abbiamo ammirato  quattordici sale al primo piano della Reggia nelle quali, per trecento anni, hanno vissuto i signori di tre diverse dinastie di regnanti: Medici, Lorena e Savoia, di cui l’ultimo residente, il re Vittorio Emanuele III di Savoia, lasciò il Palazzo allo Stato, insieme al retrostante Giardino di Boboli, nel 1919; alla mostra del Beato Angelico, uno dei padri dell’arte del Rinascimento, in un percorso che, tra le due sedi di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco, affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico in dialogo con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia, alla Cappella Brancacci, situata all’interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze che rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento