Michele Ferraro, Luca Piovano

 

Tra le iniziative da sempre promosse dagli Amici di Palazzo Reale a sostegno
della Direzione dei Musei Reali, e in particolar modo del Palazzo Reale
di Torino, vi è il contributo al restauro di beni ed opere d’arte costituenti
lo straordinario patrimonio decorativo, fisso e mobile, della residenza
avita di Casa Savoia, centro del governo dello Stato fino agli anni di Vittorio
Emanuele II. Tutto nasce, prima ancora che da un’idea o ipotesi di restauro, dal
fondamentale contributo di quanti decidono di entrare a far parte della famiglia
APR – aderendovi quindi con una quota di iscrizione – e di quanti ogni anno
decidono di destinare il 5×1000 all’Associazione, garantendo così l’accrescersi di
un tesoretto annualmente devoluto con l’obiettivo di riportare quelle opere che
oggi risentono maggiormente del trascorrere degli anni alla loro condizione originale
e restituire quindi, agli ambienti, un pezzo di quella loro unicità decorativa
andatasi a costituire nel corso dei secoli.
Nell’ambito di queste iniziative si colloca il restauro della volta de “I Giochi Olimpici”
nella camera da letto dell’Appartamento dei Principi Forestieri, dove il pittore
napoletano Francesco De Mura – attivo presso la corte torinese tra gli anni Quaranta
e Ottanta del Settecento – raffigura, ai quattro lati del soffitto, le discipline tipiche
dell’epoca classica: il lancio del disco, il lancio del giavellotto, la lotta greco romana
e la corsa con le bighe. Il restauro, eseguito dalla ditta Doneux e Soci sotto la supervisione
della Direzione ministeriale, ha quindi permesso il recupero del dipinto della
volta e la pulitura di sale e superfici lignee e marmoree in prospettiva dell’apertura
al pubblico dell’Appartamento che, dalla sua inaugurazione del 16 maggio 2019,
vede l’impegno continuativo dei soci volontari al fine di garantire la fruibilità di tali
ambienti.
Il legame tra l’Associazione e l’appartamento ha una storia lunga 23 anni, da quando,
nel 1996, gli Amici ne proposero la riapertura alla Direzione, collaborando al riallestimento
sia grazie a contributi finanziari esterni che all’opera concreta dei volontari,
impegnati nella sistemazione degli ambienti e nella conduzione di visite guidate nelle
sale della Regina Maria Teresa e dei Principi Forestieri in occasione della mostra “Gli
scenari della memoria”. Dal suo restauro del 1963, infatti, l’appartamento venne più
volte utilizzato per ospitare mostre temporanee l’ultima delle quali, nel 2011, chiuse
il sipario su ambienti mai completamente apprezzati nella loro interezza fino ad oggi.
L’accesso avviene attraverso la Galleria delle Battaglie, importante punto di snodo
tra la Galleria della Sindone, l’appartamento e la Cappella Regia, sotto lo sguardo
vigile del suo committente, Carlo Emanuele III, sapientemente ritratto dal pittore
piemontese Claudio Francesco Beaumont nel 1748. Costruite a partire dal 1734 su
progetto di Filippo Juvarra, le sale nord di Palazzo Reale nascono per accogliere la
biblioteca del re e il suo archivio “particolare”, cioè le carte private. Decorate nella
metà del Settecento, conservano ancora oggi parte dello straordinario apparato ornamentale
realizzato sotto la direzione di Benedetto Alfieri, coadiuvato da alcuni dei
principali artisti allora attivi alla corte torinese: Scipione Cignaroli, Pietro Domenico
Olivero, Anna Caterina Gili e soprattutto Francesco De Mura per le volte. Autore
del soffitto della ex biblioteca, ispirata alle pitture di Annibale Carracci del romano
Palazzo Farnese, è invece Lorenzo Pécheux, che la dipinge nel 1778, chiamato l’anno
prima a Torino da Vittorio Amedeo III come primo pittore di corte e direttore
dell’Accademia.
Durante il periodo di restauro e rinnovamento dei reali palazzi iniziato da Carlo Alberto
dopo la sua ascesa al trono nel 1831, la biblioteca e gli archivi furono trasferiti
in altri locali. Le armadiature che occupavano le sale, opera del 1739 di Giovanni
Battista Ugliengo, furono smantellate e riposte in magazzino, per essere successivamente
adattate da Gabriele Capello nella Palazzina di Caccia di Stupinigi. Le sale così
sgomberate furono destinate da Carlo Alberto ad accogliere i principi forestieri, cioè
stranieri, in visita a Torino. L’ospite più famoso fu Pedro V re del Portogallo, venuto
a Torino nel 1855, ma le sale accolsero anche Matilde Bonaparte, a Torino nel 1888
in occasione delle nozze della nipote, la principessa Letizia, con Amedeo d’Aosta.
Oggi le sale, integrate nel percorso di visita, hanno recuperato l’allestimento di quegli
anni, reso prezioso dalla presenza di dipinti, porcellane, arredi che testimoniano una
volta di più l’eccezionalità delle collezioni del Palazzo e la ricchezza della sua storia