Nel 2022  APR si cimenta in nuovi progetti e nuove opportunità di

volontariato, conversazioni, incontri, corsi, riunioni conviviali, visite e itinerari di studio.
La Segreteria APR è operativa
nella Nuova Sede APR
in via San Domenico, 28 (4° piano, videocitofono, ascensore)
il martedì e mercoledì: ore 15/17,30,
il sabato: ore 10/13

 Cerimonia di inaugurazione della nuova Sede APR riservata ai Soci APR 2022

Mercoledì 30 marzo 2022

Mercoledì 30 marzo 2022 si svolgerà l’inaugurazione della nuova Sede APR

in via San Domenico 28:

  • ore 17: celebrazione della Santa Messa nella Chiesa della Confraternita del  SS. Sudario
  •    ore 17,30: concerto del maestro organista Fabio Castello
  • dalle ore 18 un piccolo vin d’honneur nel cortile della Confraternita suggellerà la cerimonia di inaugurazione della nuova Sede APR.

 Alcune notizie sul Palazzo della Confraternita del SS. Sudario

(dove al quarto piano si trova la Sede APR)

Il  30 marzo nella Chiesa del SS. Sudario si celebra la festa liturgica del Beato Amedeo IX di Savoia, presente nella pala d’altare della Confraternita e che lo ritrae in atto di venerazione della Sindone di cui fu devotissimo e fra i primi a proporne il culto pubblico negli Stati sabaudi, accanto a lui la tavoletta incisa con il motto che lo contraddistingue nell’iconografia: Facite justitiam et judicium, diligite pauperes et Dominus dabit  pacem in finibus vestris.

Il Duca Amedeo IX, 1435 – 1472, principale figura di riferimento religioso della dinastia Sabauda visse tra Chambery e Vercelli, sposò nel 1452 Jolanda di Valois da cui ebbe nove figli. Di salute cagionevole e molto incline alla spiritualità, fondamentalmente pacifista e mediatore cercò sempre di evitare conflitti aperti e azioni militari in favore di soluzioni diplomatiche. La moglie Jolanda fu valida consigliera e donna di grandi capacità politiche ed organizzative. Amedeo. Il suo culto, molto limitato, è presente nella Cappella regia di Palazzo Reale (dove è presente una sua scultura in marmo bianco realizzata dal Bernero), nella Chiesa del Carmine di cui è contitolare, nella Basilica di Superga e nella Basilica dell’Ordine Mauriziano, nella Cappella del Tribunale e nella Chiesa di San Domenico.

L’edificio si presenta con una facciata lineare, si sviluppa su cinque piani fuori terra ed ha come ornamento due balconcini posti al centro del piano nobile e del secondo piano ed un atrio con importante portone barocco delineato da una solenne cornice lapidea a fasce di modello garoviano.Un cortile privato e le ricostruite scuderie, trasformate prima in sede del Museo della Sindone e successivamente in sala multimediale, completano il perimetro della Confraternita. Il palazzo ha origine in uno degli isolati del terzo ampliamento di Torino, definito nel suo perimetro fin dal 1702 e, dopo l’assedio del 1706 e la vittoria sabauda, tracciato nei suoi isolati dall’architetto ducale Michelangelo Garove nel 1711.Ubicato su una porzione dell’isolato di sant’Isidoro venne fatto costruire dai fratelli Carlo Francesco ed Ottavio Amedeo Ruscalla, facoltosi borghesi imparentati col medico di corte Fiocchetto, probabilmente nel secondo decennio del Settecento: in parte forse per la loro residenza ed in parte come casa da reddito.I Confratelli giunti nell’isolato a seguito del Regio Biglietto di Vittorio Amedeo II che istituiva lo Spedale de’ Pazzarelli (2 giugno 1728) vi faranno costruire prima l’edificio monumentale dell’ospedale, poi la Chiesa del SS. Sudario (1734), sul sedime della demolita casa di Sebastiano Clerico e successivamente acquisteranno la vicina Casa Ruscalla (1753 e 1762) per disporvi il Consiglio di Amministrazione, parte dei servizi per l’ospedale, come la bottega dello speziale, le camere dei sacerdoti confratelli e parte delle camere del personale. Qui ospiteranno anche il primo Istituto delle Figlie dei Militari dal 1774. Rimasto fino ad oggi di proprietà della Confraternita vi trovano posto la biglietteria e l’accoglienza del Museo della Sindone, ancora gli Uffici della Confraternita, la sede Provinciale e l’archivio storico dell’Istituto del Nastro Azzurro, il Centro Casa Bordino, la Commissione Diocesana della Sindone…

e ora la Sede dell’Associazione “Amici di Palazzo  Reale”.

 

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Grazie all’opzione 5×1000, alle offerte dei nostri affezionati Soci, al ricavato dei Mercatini APR…, abbiamo restaurato il dipinto
 
“L’Imperatore Federico Barbarossa dopo la disfatta di Legnano si sottrae dal campo di battaglia”,
opera di Andrea Gastaldi (1858).
 
Dal 1 gennaio 2022 il dipinto è stato ricollocato nella Galleria della Sindone (spazio che precede la Tribuna Reale)
 
Il restauro è stato finanziato
dall’Associazione “Amici di Palazzo Reale”